La storia della Juve è fatta di leggende che hanno lasciato un'impronta indelebile come Del Piero e poi altri talenti che non sono riusciti ad esplodere in bianconero, ma lo hanno fatto altrove, come Henry. Il fuoriclasse francese, ora opinionista di Cbs Sports Golazo, ha ricordato con grande orgoglio il suo periodo in bianconero, spiegando perché la Juve fosse grande. E per farlo ha tirato fuori un aneddoto con Tacchinardi protagonista. Poi scambiando due parole con Alex (che ha analizzato la partita anche a Sky) hanno affrontato anche il presente della Vecchia Signora, analizzando la partita con il Galatasaray.
Henry spiega il valore della Juve
"Quando sono arrivato alla Juve c'erano Del Piero, Inzaghi, Zidane, Deschamps, Di Livio. Eravamo al campo di allenamento e stavano correndo. Il prof Ventrone, che è recentemente scomparso, mi ha preso da parte e mi detto: 'No, non fa ancora per te'. E io ero tipo: 'No, voglio farlo. E lui: no, no, vai di lato'. Tacchinardi stava scattando da una bandierina all'altra, fino a che non è svenuto a ha vomitato. L'ho guardato e ho pensato 'No, torno nello spogliatoio. Non sono pronto'. Erano pronti ad andare oltre e morire sul campo per la squadra. Non ci sono stato molto ma la Juve è un club incredibile e quel giorno ho dato ascolto a Ventrone" - ha spiegato Henry a CBS.

Poi ha aggiunto: "Quando io giocavo, scendere in campo contro una squadra italiana era difficile. Tatticamente eravate sempre pronti, era difficile segnarvi e in 10 uomini eravate ancora meglio. La prima cosa che ho sentito nello spogliatoio quando sono arrivato alla Juve era 'Non mollare mai'. Cosa è successo ora?" - ha concluso il fuoriclasse francese, rivolgendo la domanda a Del Piero, collegato da Torino. E la risposta non si è fatta attendere...
