Su Di Gregorio
Da ex campione e grande allenatore come si metabolizza un’amarezza del genere?
"Non è facile. La delusione dell’aver sfiorato l’impresa senza raggiungerla ti resta addosso. Hai fatto un grande sforzo che purtroppo alla fine è servito a poco e quindi ti rimane la sensazione di aver faticato per nulla. Quella è la cosa peggiore di tutte, perché significa che l’aver dato il massimo non è bastato. I giocatori della Juve devono essere bravi a resettare e voltare pagina subito senza ripensare troppo a quello che poteva essere e non è stato".
Lei che di portieri ovviamente se ne intende, essendo stato tra i più grandi di sempre nel ruolo: che consiglio darebbe a Michele Di Gregorio dopo gli errori commessi contro Inter e Como?
"Gli direi di stare tranquillo e soprattutto non pensarci più. Io almeno facevo così. Il giorno dopo rincominciavo da zero, come se nulla fosse accaduto. Gli errori li abbiamo fatti tutti: bisogna essere consapevoli del fatto che possono capitare nel calcio. A maggior ragione ai portieri. L’importante è non portarseli dietro. Il giorno dopo un episodio negativo si rincomincia daccapo e si riparte con maggior determinazione di prima. Stop. Di Gregorio è un buon portiere e non deve stare ad ascoltare le critiche o a mettersi a rimuginare su quanto accaduto dicendo ‘se avessi fatto così...’. Non serve a nulla".
