Thuram, niente più lacrime e shock Champions: con la Roma voglia di riscatto e testa alta

Il francese cambia partner a centrocampo: squalificato Locatelli, dovrà reggere l’urto al fianco di Koop

Il paradosso della lente d’ingrandimento è che mentre aiuta a ingrandire e definire i dettagli dell’area sottostante, cancella tutto ciò che sta intorno. E se la si usa con Khephren Thuram si rischia di perdere per strada la ricchezza di una prestazione che, ancora una volta, ha regalato tante cose utili alla sua squadra. Contro il Galatasaray si è rivista la miglior versione del centrocampista francese che in famiglia hanno da sempre eletto a migliore dei fratelli: un motivo ci sarà. A volte lo si dimentica perché si è trascinati e sballottolati su e giù dalle sue prestazioni ondivaghe, ancora alla ricerca della continuità che consegna al giocatore di prospettiva l’etichetta di campione. Già, la continuità, quella che Thuram vuole dare nei primi 90 minuti, quelli di stasera contro la Roma. È rimasto lui del centrocampo titolare di Spalletti, orfano dello squalificato Locatelli. Cambia il partner con il quale danzare a metà campo, non cambia la musica. Ad affiancarlo sarà molto probabilmente Teun Koopmeiners, un altro che vorrebbe tanto tirare fuori il positivo dalla partita di Champions League e portarselo dietro all’Olimpico. Dentro un match che esalterà – basti ricordare l’andata –, i duelli individuali; Thuram è chiamato a contrapporre fisicità con fisicità, qualità con qualità nell’uno contro uno con Manu Koné. Da lì passerà una buona parte della bilancia della partita che in un attimo può pendere da una o dall’altra parte. E da lì, chissà, passeranno anche le riflessioni del ct francese Didier Deschamps, osservatore più che interessato della sfida. Molto passa anche dall’aspetto mentale, un radicale cambiamento di paradigma rispetto a mercoledì sera. La testa alta e non più le lacrime.

Thuram senza Loca al suo fianco

Ma, soprattutto, la consapevolezza di non avere al suo fianco l’onnipresente Locatelli. Il capitano che corre di qua e di là, sporca il gioco avversario e a volte pure il suo, aumenta il grado di tranquillità di chi gli sta intorno. Al contrario, toccherà a lui, ormai veterano di quella mediana, trasmettere fiducia e consapevolezza a Koopmeiners. Non è certo una questione di età – l’olandese ha tre anni in più –, ma di traiettorie di vita e della parabola dell’ex Atalanta che, nonostante qualche sobbalzo, fatica a trovare il momento del rimbalzo all’insù. Giocatore chiave, leader, trascinatore. Sono un bel po’ di cose da cucirsi addosso, per alcuni un fardello, per altri un privilegio. È nella scelta, nella reazione, che si decide da che parte del bivio girare, se salire di livello o restare promettenti ma incostanti. Una bella prova del nove per Khephren: trasformare le lacrime in sorrisi, i suoi e in quelli di chi gli gioca intorno. E in note positive scritte sugli appunti, quelli dello staff della nazionale francese.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus