Vlahovic, l'attesa è finita: numeri horror e critiche, ma c'è un motivo per cui resta il top Juve

Il serbo manca da fine novembre e la sua assenza, nonostante tutto, si fa sentire: l'ennesima dimostrazione è arrivata nel 3-3 dell'Olimpico contro la Roma

Da tanto criticato a tanto... atteso. In questa Juventus uno come Dusan Vlahovic, ad oggi, sembra servire come il pane. Il pirotecnico 3-3 arrivato in extremis contro la Roma ne è stata l'ennesima dimostrazione: le tre reti bianconere sono arrivate da Conceicao, Boga e Gatti mentre all'Olimpico è andata in scena un'altra prova anonima di David che sì, legherà anche il gioco, ma poi il suo indice di pericolosità in area di rigore è quasi sempre pari allo zero. Per non parlare della stagione di Openda, su cui va steso un velo pietoso. Uno dei compiti di Comolli, tra mercato estivo e invernale, era quello di regalare più gol possibili prima a Tudor e poi a Spalletti. Così non è stato. Basta guardare i numeri del canadese che fino ad ora ha messo a segno cinque gol in Serie A e sette complessivi a marzo e del belga (due reti in tutte le competizioni) per rendersi conto che qualcosa evidentemente non sta funzionando. Anche perché David (ad oggi il titolare) non solo non segna, ma non tira quanto dovrebbe fare un attaccante. Ci sono infatti certi numeri che rendono bene l'idea di quanto il canadese sia un giocatore su cui non si può fare affidamento dal punto di vista realizzativo: in campionato gli xG arrivano a 7,77 e i tiri in porta complessivi sono solo 15. Roba da brividi.

Vlahovic, Spalletti e Tudor

Ecco, in questo senso a gennaio sono circolati diversi nomi che avrebbero potuto sicuramente dare una mano ma che poi non sono arrivati a Torino. Partendo dal caso Mateta (che ha coinvolto anche il Milan), passando per il rifiuto di En-Nesyri fino ad arrivare al sogno sfumato per la seconda volta di un Kolo Muani bis (che resta sempre nei radar). E allora Vlahovic, a questo punto, servirebbe e neanche poco. Dusan è fermo da fine novembre, con Spalletti che ci ha potuto lavorare insieme meno di un mese. La sua stagione è iniziata con il ruolo di dodicesimo uomo, pronto a subentrare per cambiare le sorti delle partite più complicate. Ed effettivamente, con Tudor, gli stava riuscendo parecchio bene prima di quel periodo senza vittorie durato quasi due mesi: il gol decisivo contro il Genoa e la doppietta con assist contro il Borussia Dortmund ne sono le dimostrazioni più palesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il pensiero dei tifosi Juve

E pensare che il centravanti serbo, da quando è arrivato alla Juve a questo momento, è sempre stato tra i più criticati. Troppa incostanza, troppi periodi no e troppi errori sottoporta: da chi parlava del sistema di gioco non funzionale di Allegri alle difficoltà con il disastroso Motta, non c'è mai stata (se non in qualche raro periodo) la vera e propria convizione da parte dei tifosi che Vlahovic potesse ereditare quella 9 che negli anni è stata di gente come Higuain. Aggiungiamoci il prezzo del cartellino, lo stipendio di 12 milioni, le incertezze legate al suo futuro e tutte quelle frecciatine social... ed ecco che il cocktail perfetto per finire al centro del mirino è servito. Almeno fino a quando l'attacco della Vecchia Signora non si è ritrovato ad un punto di non ritorno come quello che sta vivendo. E allora, anche i più assidui detrattori di Dusan, si stanno ricredendo e iniziano a sentire la mancanza di Vlahovic. "Ma quando torna?", "Dopo Vlahovic il miglior attaccante della rosa è Gatti. Rinnovate Dusan..." sono solo alcuni dei commenti dei sostenitori juventini che si trovano sui social il giorno dopo l'ennesima prova opaca di David.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Vlahovic, i numeri con la Juve

In ogni caso, fa riflettere che un giocatore che non entra in campo da fine novembre a questo punto della stagione abbia un solo gol in meno rispetto al centravanti titolare (6 per Vlahovic, 7 per David) e 4 reti in più rispetto ad un attaccante pagato 45 milioni l'ultimo giorno di mercato (Openda è fermo a 2 e sarà riscattato). Il serbo, da quando è arrivato a Torino a gennaio 2022, ha messo a segno 64 reti e 16 assist in 162 partite. Insomma, a Spalletti e ai tifosi non resta che aspettare il suo rientro in campo che potrebbe arrivare dopo il prossimo match casalingo contro il Pisa, quando i bianconeri affronteranno l'Udinese in trasferta. E allora, visto quello che stanno combinando i nuovi arrivati, numeri del genere diventano roba quasi nostalgica...

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Da tanto criticato a tanto... atteso. In questa Juventus uno come Dusan Vlahovic, ad oggi, sembra servire come il pane. Il pirotecnico 3-3 arrivato in extremis contro la Roma ne è stata l'ennesima dimostrazione: le tre reti bianconere sono arrivate da Conceicao, Boga e Gatti mentre all'Olimpico è andata in scena un'altra prova anonima di David che sì, legherà anche il gioco, ma poi il suo indice di pericolosità in area di rigore è quasi sempre pari allo zero. Per non parlare della stagione di Openda, su cui va steso un velo pietoso. Uno dei compiti di Comolli, tra mercato estivo e invernale, era quello di regalare più gol possibili prima a Tudor e poi a Spalletti. Così non è stato. Basta guardare i numeri del canadese che fino ad ora ha messo a segno cinque gol in Serie A e sette complessivi a marzo e del belga (due reti in tutte le competizioni) per rendersi conto che qualcosa evidentemente non sta funzionando. Anche perché David (ad oggi il titolare) non solo non segna, ma non tira quanto dovrebbe fare un attaccante. Ci sono infatti certi numeri che rendono bene l'idea di quanto il canadese sia un giocatore su cui non si può fare affidamento dal punto di vista realizzativo: in campionato gli xG arrivano a 7,77 e i tiri in porta complessivi sono solo 15. Roba da brividi.

Vlahovic, Spalletti e Tudor

Ecco, in questo senso a gennaio sono circolati diversi nomi che avrebbero potuto sicuramente dare una mano ma che poi non sono arrivati a Torino. Partendo dal caso Mateta (che ha coinvolto anche il Milan), passando per il rifiuto di En-Nesyri fino ad arrivare al sogno sfumato per la seconda volta di un Kolo Muani bis (che resta sempre nei radar). E allora Vlahovic, a questo punto, servirebbe e neanche poco. Dusan è fermo da fine novembre, con Spalletti che ci ha potuto lavorare insieme meno di un mese. La sua stagione è iniziata con il ruolo di dodicesimo uomo, pronto a subentrare per cambiare le sorti delle partite più complicate. Ed effettivamente, con Tudor, gli stava riuscendo parecchio bene prima di quel periodo senza vittorie durato quasi due mesi: il gol decisivo contro il Genoa e la doppietta con assist contro il Borussia Dortmund ne sono le dimostrazioni più palesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
Vlahovic, l'attesa è finita: numeri horror e critiche, ma c'è un motivo per cui resta il top Juve
2
Il pensiero dei tifosi Juve
3
Vlahovic, i numeri con la Juve