TORINO - Spesso ci siamo posti una domanda in questi mesi, scorrendo i nomi dei crossatori bianconeri: Conceiçao, Zhegrova, Kalulu, Cambiaso, da febbraio pure Boga. Tutti piedi di qualità per i cross: sì, ok, ma per chi? Questo è uno dei (tanti) quesiti che rimbalzano nella mente di ogni tifoso juventino. E se la risposta fosse “per Federico Gatti”? Una provocazione, forse. Ma nemmeno più di tanto, perché in allenamento Spalletti ha provato la soluzione da assalto finale vista poi pure all’Olimpico: dentro Gatti e avanti tutta. Peraltro lanciare un difensore centrale strutturato e forte fisicamente da centravanti per recuperare il risultato al fotofinish non è nemmeno una trovata così originale: l’abbiamo visto in varie epoche e in ogni categoria.
Due partite di fila...
Ma è anche lo specchio dell’attuale situazione in cui si trova la Juventus: se c’è bisogno di riempire l’area, dare un punto di riferimento offensivo di peso, se serve anche solo “fare un po’ di casino” nell’area avversaria, ebbene molto meglio Gatti di David e Openda. Lo dicono i fatti, non le opinioni. E lo aveva lasciato intendere anche Spalletti che a gennaio aveva chiesto una cosa sola alla società: un attaccante con caratteristiche differenti da quelli già in rosa. E non è stato accontentato: allora il tecnico di Certaldo un espediente dovrà pur trovarlo, arrangiandosi con quello che c’è. Dunque Gatti centravanti: non una soluzione né una rivoluzione, semplicemente una impellente necessità per aggiustare situazioni scomode. Ed è successo per due partite di fila: Gatti in rete con il Galatasary sognando la clamorosa rimonta, sempre Federico ancora in gol con la Roma a fare ciò che di solito tocca a un bomber. Buttarla dentro, non importa come.

