Un affare, alla fine. Per il costo, certo. Ma anche per il momento che sta attraversando adesso, quello che potrebbe presto dargli gradi superiori a quello di semplice vice Yildiz. Eccola qui, l’occasione per Jeremie Boga. Quella per cui può sprintare verso il riscatto definitivo: appena cinque milioni di euro per essere tutto della Juventus, per prendersi lo spazio che ritiene di potersi prendere. Non c’è stata ancora comunicazione ufficiale al Nizza, tuttavia le intenzioni alla Continassa paiono piuttosto robuste: si andrà avanti con il francese, per un discorso certamente di presente, però anche per un ragionamento in ottica futura. La Juve ha bisogno del resto di seconde linee all’altezza, in grado di spaccare la partita, di essere considerati titolari aggiunti coi quali il livello non si abbasserebbe mica. E allora, Boga torna utile. Anzi: utilissimo. Perché nel frattempo ha fornito una super impressione a Spalletti, e in generale a chi guida la parte tecnica. Prendendosi i complimenti dei compagni per l’ingresso nell’ultima sfida di campionato contro la Roma: se la Juventus è aggrappata al treno Champions, in fondo lo deve pure a lui.

Boga, amore a prima vista
Lui che è stato un desiderio espresso di Lucio, lui che è arrivato nel tempo di un blitz velocissimo, in una notte di trattative e in una giornata di test atletici. Oh, proprio questi ultimi hanno convinto la dirigenza a procedere per il suo arrivo a Torino: il vero timore prima che si vestisse di bianconero era infatti la tenuta atletica, le difficoltà delle ultime settimane in cui non aveva visto il campo, e non certamente per questioni tattiche. Il trauma di quanto accaduto a Nizza - l’aggressione subita dai tifosi dopo l’irruzione in sede - è stato pian piano smaltito e dei primi giorni juventini Boga ha apprezzato enormemente la normalità, oltre alla grandezza del contesto in cui si è ritrovato. Ecco, c’è stato amore a prima vista, da parte del giocatore. Mentre la società voleva avere una controprova del suo valore: il talento era indiscutibile, l’aveva in fondo mostrato in Italia con la maglia del Sassuolo e (molto) meno con quella dell’Atalanta, dunque il salto rischiava di essere piuttosto alto. Senza troppe luci dei riflettori, Jeremie però ha strappato la possibilità di incidere in questa squadra. In poche settimane ha fatto meglio di chi era lì dall’estate.
