Vlahovic e Milik, come stanno davvero gli attaccanti Juve e quante possibilità ci sono per l'Udinese

Non solo le parole del tecnico bianconero sulle condizioni del serbo e del polacco: il club punta su di loro per il finale di stagione

TORINO -  Per usare le immagini proposte da Luciano Spalletti, la postura di tutti è indirizzata nella stessa maniera. Tutti, all’interno dell’ambiente Juventus, pensano e lavorano per raggiungere l’obiettivo quarto posto. Significherebbe saltare sulla zona giusta del trampolino, quella che ti fa affondare per bene prima di respingerti all’insù, ottimale per iniziare nel miglior modo possibile, di slancio, la prossima stagione. E, per farlo, per affrontare il finale di stagione con tutte le carte nel mazzo, il tecnico di Certaldo spera di trovare due jolly in più: Dusan Vlahovic e Arek Milik.

Come sta Vlahovic

Come annunciato in conferenza stampa, il numero nove non sarà a disposizione per la gara di questa sera contro il Pisa. Nemmeno la minima concessione all’idea di una convocazione di comodo, le linee guida erano chiare e chiarite negli scorsi giorni. Vlahovic sarebbe stato convocato nel caso in cui avrebbe avuto nelle gambe del minutaggio per scendere in campo e non solo per riassaggiare il gusto dello spogliatoio, risentire l’aria elettrica dell’Allianz Stadium quando lo speaker annuncia il suo nome. Mercoledì è tornato a lavorare parzialmente con il gruppo e così ha proseguito sulla tabella di marcia, rispettando così il programma che già era previsto. Si era acceso uno spiraglio per accorciare leggermente i tempi, ma alla fine a dettare la linea è sempre la prudenza. Non è solo la ragione degli assenti, ma anche i più freddi numeri a, paradossalmente, scaldare l’attesa del ritorno in campo del serbo. Ad oggi, nonostante l’assenza dopo l’infortunio sofferto il 29 novembre contro il Cagliari, Vlahovic è il quarto miglior marcatore della rosa in tutte le competizioni con 6 reti, solo uno in meno di Jonathan David terzo. Al secondo posto c’è McKennie con 8 e Yildiz è il primo con 9. Openda è fermo a due reti stagionali. È evidente che qualcosa non abbia funzionato in quello che, a inizio anno, veniva considerato potenzialmente uno dei migliori attacchi della Serie A.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

E poi c'è Milik

E poi c’è Milik, tornato a lavorare in gruppo e assente in partita dal 25 maggio 2024. Un messaggio scritto in settimana - «A volte il percorso è più difficile, ma è proprio in quei momenti che impari ad apprezzare di più ciò che hai. Gli allenamenti con la squadra, i momenti con la mia famiglia e la possibilità di fare ciò che amo e sono grato per le persone che ho intorno e per essere tornato in campo» - sembrava mettere definitivamente la strada in discesa. Ma c’è ancora qualche dosso davanti e le sensazioni avvertite dal giocatore non aprono ancora la porta alla convocazione contro il Pisa. Si procederà con estrema cautela e ancora più di un dubbio. Dubbio che Spalletti sembra non avere sulle qualità del polacco: «È un calciatore forte, lo sanno tutti e lo so anche io, e lo teniamo in considerazione per il finale di stagione». D’altronde, non sono mai state le qualità il problema.

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TORINO -  Per usare le immagini proposte da Luciano Spalletti, la postura di tutti è indirizzata nella stessa maniera. Tutti, all’interno dell’ambiente Juventus, pensano e lavorano per raggiungere l’obiettivo quarto posto. Significherebbe saltare sulla zona giusta del trampolino, quella che ti fa affondare per bene prima di respingerti all’insù, ottimale per iniziare nel miglior modo possibile, di slancio, la prossima stagione. E, per farlo, per affrontare il finale di stagione con tutte le carte nel mazzo, il tecnico di Certaldo spera di trovare due jolly in più: Dusan Vlahovic e Arek Milik.

Come sta Vlahovic

Come annunciato in conferenza stampa, il numero nove non sarà a disposizione per la gara di questa sera contro il Pisa. Nemmeno la minima concessione all’idea di una convocazione di comodo, le linee guida erano chiare e chiarite negli scorsi giorni. Vlahovic sarebbe stato convocato nel caso in cui avrebbe avuto nelle gambe del minutaggio per scendere in campo e non solo per riassaggiare il gusto dello spogliatoio, risentire l’aria elettrica dell’Allianz Stadium quando lo speaker annuncia il suo nome. Mercoledì è tornato a lavorare parzialmente con il gruppo e così ha proseguito sulla tabella di marcia, rispettando così il programma che già era previsto. Si era acceso uno spiraglio per accorciare leggermente i tempi, ma alla fine a dettare la linea è sempre la prudenza. Non è solo la ragione degli assenti, ma anche i più freddi numeri a, paradossalmente, scaldare l’attesa del ritorno in campo del serbo. Ad oggi, nonostante l’assenza dopo l’infortunio sofferto il 29 novembre contro il Cagliari, Vlahovic è il quarto miglior marcatore della rosa in tutte le competizioni con 6 reti, solo uno in meno di Jonathan David terzo. Al secondo posto c’è McKennie con 8 e Yildiz è il primo con 9. Openda è fermo a due reti stagionali. È evidente che qualcosa non abbia funzionato in quello che, a inizio anno, veniva considerato potenzialmente uno dei migliori attacchi della Serie A.

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