Pagelle Juve: David, alibi finiti. Cambiaso stappa, Conceicao manda al manicomio. Bentornato Yildiz

Voti e giudizi dei bianconeri impegnati contro il Pisa: Locatelli, la luce all'improvviso

La Juventus ritrova il sorriso con un netto 4-0 contro il Pisa, una vittoria larga che però racconta una partita meno semplice di quanto dica il risultato finale. Per lunghi tratti i bianconeri hanno dovuto pazientare prima di trovare gli spazi giusti, crescendo alla distanza fino a dilagare nella ripresa. In mezzo a diverse note positive, resta però una stecca pesante: la serata complicatissima di David, sempre più in difficoltà sotto porta e lontano dalla brillantezza attesa. Una prestazione che riapre interrogativi pesanti sul ruolo del centravanti in questa Juve, che Yildiz ha svolto con grande carattere nel secondo tempo (in attesa anche del rientro di Vlahovic). Nel finale, poi, il talento dei singoli e alcune mosse dalla panchina hanno fatto la differenza.

Perin 6.5

Il cambio - a questo punto definitivo - nelle gerarchie tra i pali, riconsegna una versione dell’azzurro reattiva, solida e affidabile. In avvio disinnesca la girata di testa di Moreo con un bell’intervento. Tre partite consecutive da titolare, Spalletti dice che dalla prossima si ragionerà in maniera differente, si vedrà.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Kalulu 6.5

Le ingenuità le lascia al resto dei compagni di reparto: difficile, a memoria, trovare una gara sbagliata dal francese negli ultimi 12 mesi. Ormai, che agisca da terzino o da braccetto, è diventato a tutti gli effetti un top player. Colonna portante di questa e delle prossime stagioni bianconere.

 

 

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Gatti 6

L’animo da game changer è un’arma a doppio taglio: troppo pasticcione nella gestione della palla, come quando per poco non spedisce Durosinmni a tu per tu con Perin; ma sempre pericoloso nell’area di rigore avversaria, dove riesce a indirizzare bene a più riprese le volée dei compagni.

 

 

Kelly (1’ st) 6.5

Entra e la Juve passa a tre, macinando gioco anche grazie ai suoi recuperi. 

 

 

Bremer 6

L’esperimento sul centro-sinistra lo rende “prevedibile” e goffo in impostazione. Nulla da dire a livello di tenuta difensiva, dove vince la stragrande maggioranza dei duelli.

 

 

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Cambiaso 7

Stappa un match complicatissimo, con un gol da incursore vero qual è ancora. Il giusto premio, dopo i timidi segnali di ripresa in ambo le fasi, inscenati nelle ultime settimane. Nel primo tempo serve a David una palla semplicemente splendida, disperandosi di fronte all’ennesima chance sciupata dal canadese. Pragmatico in marcatura, con un salvataggio degno di nota su Marin.  

 

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Locatelli 6.5

Meno ispirato del solito in regia, dove fatica - e non poco - a trovare i corridoi con cui innescare le ripartenze bianconere. Poi, all’improvviso, si accende e da una sua frustata - finita sul palo - la Juve trova il gol del raddoppio con Thuram. Conclude in bellezza con l'assist per il 4-0 di Boga, di precisione millimetrica: Spalletti lo ha trasformato.

 

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Thuram 7

Al solito lavoro da scudiero nel traffico, abbina pure qualche giocata sopraffina da play. Come in occasione dell’imbucata per Kalulu, non concretizzata dal francese. Quando si ritrova sui piedi la palla del 2-0 non si fa pregare, insaccando con freddezza e nella festa si intrufola di nuovo anche Spalletti, "per riprovare il brivido del ciuffo"

 

 

Koopmeiners (32' st) 6

Aggiunge qualità in mediana.  

 

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Conceiçao 7

La Juve lo cerca con insistenza e lui riesce sempre a rendersi pericoloso, mandando al manicomio Coppola. Dribbling secchi, percussioni e buoni suggerimenti: manca il gol - negato da un intervento super di Leris -. Quando inizieranno ad arrivare con continuità allora sì che potremo parlare di un profilo top. Ma la strada è quella giusta.

 

 

Miretti (32' st) 6

Poco coinvolto. 

 

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McKennie 6.5

Dopo un primo tempo opaco da "diez" occulto, Spalletti lo rilancia da esterno nel 3-4-2-1 e l'americano rincomincia a macinare chilometri, una intuizione dietro l'altra. Si prende uno schiaffone dal tecnico sull'esultanza con Thuram, feeling pazzesco con l'uomo simbolo della rivoluzione spallettiana

 

 

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Yildiz 7.5

Dopo 70' minuti affannosi nella morsa difensiva del Pisa, allarga - sollevato - le braccia al cielo, per celebrare un gol da fuoriclasse assoluto che chiude il match e, forse, un mese horror per la Juventus. Bentornato, campione: solo lui, Yamal e Diomande in Europa con almeno 5 gol (è a quota 8) e 5 assist dei nati dal 2005 in avanti nei maggiori campionati europei. Spalletti vede che lo malmenano e gli concede la standing ovation dello Stadium.

 

 

Kostic (37' st) ng 

 

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David 4

Alibi finiti da tempo, così come la pazienza del popolo dell’Allianz, che tira un sospiro di sollievo quando legge sulla lavagnetta il nome di Boga. Il suo pressappochismo sotto porta è impressionante. Quando servito orienta sempre il corpo nella direzione sbagliata, quasi terrorizzato dall’idea di provare a concludere verso la porta. Dopo quattro occasioni dilapidate, Spalletti perde la pazienza e lo richiama in panchina.

 

 

Boga (1’ st) 7

Cestina il gol del ko, aprendo troppo il piattone. Si riscatta nel finale, calando il poker bianconero. Chissà che Spalletti non possa confermarlo prima punta a Udine... 

 

 

All. Spalletti 7

Dopo un primo tempo rugginoso, con poca qualità nel giro palla, rivolta la Juve passando a 3, con gli ingressi azzeccati di Boga e Kelly. Vince una gara complicata, ancora una volta, senza il centravanti. E non è poco...   

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La Juventus ritrova il sorriso con un netto 4-0 contro il Pisa, una vittoria larga che però racconta una partita meno semplice di quanto dica il risultato finale. Per lunghi tratti i bianconeri hanno dovuto pazientare prima di trovare gli spazi giusti, crescendo alla distanza fino a dilagare nella ripresa. In mezzo a diverse note positive, resta però una stecca pesante: la serata complicatissima di David, sempre più in difficoltà sotto porta e lontano dalla brillantezza attesa. Una prestazione che riapre interrogativi pesanti sul ruolo del centravanti in questa Juve, che Yildiz ha svolto con grande carattere nel secondo tempo (in attesa anche del rientro di Vlahovic). Nel finale, poi, il talento dei singoli e alcune mosse dalla panchina hanno fatto la differenza.

Perin 6.5

Il cambio - a questo punto definitivo - nelle gerarchie tra i pali, riconsegna una versione dell’azzurro reattiva, solida e affidabile. In avvio disinnesca la girata di testa di Moreo con un bell’intervento. Tre partite consecutive da titolare, Spalletti dice che dalla prossima si ragionerà in maniera differente, si vedrà.

 

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Pagelle Juve: David, alibi finiti. Cambiaso stappa, Conceicao manda al manicomio. Bentornato Yildiz
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