Spalletti-Juve, crocevia decisivo: l'obiettivo non negoziabile e il messaggio chiaro della società

L'allenatore bianconero ha celebrato i 67 anni con il sorriso, in attesa di chiudere la trattativa con il club per il prolungamento del contratto

Impassibile, distaccato, immerso nel mare magnum dei suoi principi umani e calcistici, anche di fronte alle serate più memorabili della sua epopea bianconera. Almeno, fino a sabato sera, quando l’emozione per il secondo gol di Thuram - che si è fatto tutto il campo pur di celebrarlo insieme a lui - ha preso il sopravvento, disegnando sul suo volto un sorriso vero e spontaneo, che non avevamo mai visto dal suo approdo alla Juventus. Sì, perché quella rete - che di fatto ha permesso ai bianconeri di archiviare la pratica Pisa - oltre che la classifica, ha cambiato prepotentemente il ritmo dei pensieri di Luciano Spalletti. Se n’è reso conto al fischio finale, quando ha lasciato il manto dell’Allianz con addosso il peso felice di tre punti che tengono viva la corsa Champions della sua Juve.

Juve in pausa, si ricaricano le batterie

All’improvviso, la stagione ha ripreso fiato e lui ha scelto di fare lo stesso. Allora ha scelto di fermarsi: due giorni di riposo, di silenzio operativo per lui e per tutto il gruppo squadra. Nessun allenamento, dunque, per i prossimi due giorni, con la squadra che farà ritorno alla Continassa solo mercoledì, per mettere mano ai dettagli del prossimo impegno di campionato contro l’Udinese, in programma sabato prossimo, e consegnare al tecnico bianconero la parte mancante del suo regalo di compleanno (la foto dei cori intonati sotto la curva a margine del successo con il Pisa altro non era che un mero assaggio, come ha ammesso Thuram a microfoni spenti). Una pausa necessaria per restituire brillantezza ai muscoli dei suoi, ma anche per concedersi un tempo intimo, personale: la famiglia, gli affetti, il brindisi a Milano per i suoi 67 anni e quello spazio raro che serve a rimettere in ordine i pensieri mentre intorno il futuro inizia a prendere forma.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve-Spalletti: cosa c'è in ballo

Ad attendere Lucio non è una settimana qualunque, ma un crocevia decisivo per la sua carriera e per la stessa Juventus. C’è una firma - immaginata a lungo - da mettere nero su bianco sul contratto che lo legherà ai bianconeri almeno fino al 2028. La clausola unilaterale, pattuita 5 mesi fa con il club - che, qualora scattasse, prolungherebbe in automatico il suo contratto di un anno - è bella che superata. Della serie: “Per quanto mostrato fin qui, ti meriti un rinnovo ben più consistente, che ti possa mettere nelle condizioni di plasmare un progetto a lungo termine”.

È attesa la fumata bianca

Avanti tutta, dunque, con la fumata bianca che potrebbe arrivare proprio a ridosso del prossimo match di campionato, qualora le parti dovessero trovare l’intesa decisiva su durata e ingaggio. Un segnale chiaro che la società ha intenzione di mandare a tutto l’immaginario bianconero: la volata per il quarto posto - l’ultimo obiettivo, non negoziabile e da centrare a tutti i costi - ricomincerà proprio da qui. Dalla conferma di Spalletti al centro dell’universo juventino. Toccherà - poi - al gruppo squadra seguirne la scia. A cominciare dai profili in discussione, chiamati a meritarsi il domani partita dopo partita.

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Impassibile, distaccato, immerso nel mare magnum dei suoi principi umani e calcistici, anche di fronte alle serate più memorabili della sua epopea bianconera. Almeno, fino a sabato sera, quando l’emozione per il secondo gol di Thuram - che si è fatto tutto il campo pur di celebrarlo insieme a lui - ha preso il sopravvento, disegnando sul suo volto un sorriso vero e spontaneo, che non avevamo mai visto dal suo approdo alla Juventus. Sì, perché quella rete - che di fatto ha permesso ai bianconeri di archiviare la pratica Pisa - oltre che la classifica, ha cambiato prepotentemente il ritmo dei pensieri di Luciano Spalletti. Se n’è reso conto al fischio finale, quando ha lasciato il manto dell’Allianz con addosso il peso felice di tre punti che tengono viva la corsa Champions della sua Juve.

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All’improvviso, la stagione ha ripreso fiato e lui ha scelto di fare lo stesso. Allora ha scelto di fermarsi: due giorni di riposo, di silenzio operativo per lui e per tutto il gruppo squadra. Nessun allenamento, dunque, per i prossimi due giorni, con la squadra che farà ritorno alla Continassa solo mercoledì, per mettere mano ai dettagli del prossimo impegno di campionato contro l’Udinese, in programma sabato prossimo, e consegnare al tecnico bianconero la parte mancante del suo regalo di compleanno (la foto dei cori intonati sotto la curva a margine del successo con il Pisa altro non era che un mero assaggio, come ha ammesso Thuram a microfoni spenti). Una pausa necessaria per restituire brillantezza ai muscoli dei suoi, ma anche per concedersi un tempo intimo, personale: la famiglia, gli affetti, il brindisi a Milano per i suoi 67 anni e quello spazio raro che serve a rimettere in ordine i pensieri mentre intorno il futuro inizia a prendere forma.

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