C'è chi vuole David
Ma il dato ancor più impressionante è che la Juve, quando rinuncia al canadese, riacquisisce pericolosità offensiva. Nelle ultime tre gare tra campionato e Champions, solo un gol segnato con David in campo, otto, invece, quando si è seduto in panchina; 2.68 la media di XG con il canadese, 5,41 senza; 9 la media di big chance con lui al centro dell’attacco, 13 senza. Insomma, c’è una Juve con e senza David, e ora che il rientro di Dusan Vlahovic - su cui Spalletti si è speso in prima linea con il club per il suo rinnovo - è ormai alle porte, è probabile che al canadese non resteranno che esili spezzoni di partita. Magari, già a partire dalla prossima con l’Udinese, dove Spalletti potrebbe riproporre dall’inizio l’assetto visto nel secondo tempo contro il Pisa, e cioè Kenan Yildiz da “falso nueve”, con Conceiçao, McKennie e Boga chiamati ad agire alle sue spalle. Ipotesi più che concreta. Come quella che vedrebbe David lasciare la Juventus al termine della stagione. Gli estimatori, al netto dell’annata no a Torino, non mancano, a cominciare dal Lione di Fonseca - che ne stima le caratteristiche - qualora dovesse riuscire a centrare la qualificazione alla prossima Champions League. La Juve, del resto, potrebbe accontentarsi di 25/30 milioni per il suo cartellino, e registrare - comunque - una corposa plusvalenza a bilancio.
