TORINO - Qualcuno dica a Kenan Yildiz che è una superstar. Oppure no, non lo faccia, meglio così, perché è proprio bello vedere un ragazzo sano, genuino e pure con un talento smisurato. Che sia in grado di togliere le castagne dal fuoco juventino - 10 gol e 9 assist finora - e che rifletta un’immagine totalmente pulita, di quelle di cui c’è francamente bisogno al giorno d’oggi. Yildiz è come la pasta asciutta: è buonissima, è così come appare, piace sostanzialmente a tutti.
Da Allegri a Spalletti, Yildiz piace a tutti
Ed è piaciuto immediatamente a Luciano Spalletti, ed è stato feeling immediato con i compagni di squadra, persino quando era appena un ragazzino e Allegri l’aveva un po’ costretto a tagliarsi i capelli, un messaggio anche per correggergli quel vizio (da adolescente) di perdersi nel suo stesso sguardo davanti allo specchio. Ecco: gli insegnamenti puoi pure darli, distribuirli, urlarli. Ma sono vuoti se dall’altra parte non c’è qualcuno che li ascolta e prova a seguirli. Yildiz sì, è stato bravo pure lì: ha scelto di apprendere e adesso inizia a raccogliere quanto seminato.
