Zhegrova, i minuti spariti e il mistero Juve: perché la rinascita è ancora possibile

Buoni segnali da subentrante, ma è ancora a secco di gol e assist. Spalletti sabato può dargli una chance

TORINO - Conoscevano i rischi e le possibili criticità che sono solite celarsi dietro profili rimasti troppo a lungo lontano dal campo. Eppure hanno scelto di puntarci, lasciandosi guidare da un moto speranzoso e dalla profittabilità dell’affare. Pochi - sulla carta, per quanto mostrato da Edon Zhegrova tra Ligue 1 e Champions - i 15 milioni richiesti dal Lilla in estate per il suo cartellino. Anche al netto di quella pubalgia che l’aveva costretto a rimanere fuori dal campo dallo scorso dicembre, dopo un avvio stagionale super in termini realizzativi: 21 presenze con i francesi, condite da 8 gol e 2 assist. Poi lo stop, lunghissimo, a cambiare radicalmente le priorità del Lilla e dello stesso Zhegrova. La Juve - e insieme a lei tutto l’immaginario bianconero - lo hanno aspettato, con pazienza, celebrandolo con applausi lusinghieri in quei piccoli spezzoni concessigli da Tudor nei primi mesi stagionali.

Zhegrova, numeri e difficoltà: minutaggio ridotto e problemi fisici

Da lì, un paio di ricadute fisiche e il conseguente “scivolamento” ai margini del progetto della precedente gestione tecnica, prima dell’arrivo di Luciano Spalletti: l’uomo scelto dal club per orientare la prua bianconera verso Champions. Una rivitalizzazione dietro l’altra. È stato così per i vari McKennie, Kelly, Locatelli e in generale per tutti quei profili che con Lucio si sono riguadagnati l’amore del popolo bianconero. E che dire allora di Edon se non che lo spartito della sua avventura juventina è rimasto sostanzialmente lo stesso dei primi mesi a Torino? Lo dimostrano i dati sul suo impiego: appena 445 i minuti in campo da inizio stagione. Per intenderci - se non consideriamo gli arrivi nel mercato di gennaio - il secondo giocatore meno utilizzato della rosa, dietro al solo Adzic (349 minuti). Mai in carriera il kossovaro si era trovato a metà marzo con un bottino così risicato (anche in termini realizzativi, dove non ha ancora trovato né il gol né il suggerimento decisivo per il compagno). Basti pensare che al Lilla nella passata stagione da agosto a dicembre (quando è finito definitivamente ai box) ne aveva raccolti ben 1591 di minuti fra tutte le competizioni.

 

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Spalletti e il futuro di Zhegrova: occasione per rilanciarsi

Le ragioni sono diverse, e vanno ricercate nelle sue condizioni fisiche, ancora precarie per via degli strascichi della pubalgia - Edon, all’alba di fine marzo, non ha ancora i 90 minuti nelle gambe -, passando poi per le difficoltà di adattamento al nostro campionato. Specie in termini di contributi difensivi. Il gioco di Spalletti richiede sacrifici a ogni latitudine, corsie comprese: quante volte abbiamo visto Yildiz abbassarsi di 30 metri pur di aiutare la squadra a recuperare palla e uscire dalla pressione avversaria? È questo, fondamentalmente, il tasto su cui Lucio sta battendo senza sosta con Zhegrova per metterlo nelle condizioni di scrollarsi di dosso la nomea di comprimario, e ritagliarsi un ruolo da protagonista nel finale di stagione. Spalletti, del resto, sperava di concedergli qualche minuto in più, ma le economie delle ultime gare - specie quella con l’Udinese - non glielo hanno permesso. Ci vuole, insomma, uno step in più sul piano dell’autonomia fisica e della duttilità, altrimenti il kossovaro continuerà ad essere una carta da giocarsi nei finali di gara, per tentare il forcing in situazione di svantaggio. È stato così nel match con la Roma, dove è entrato benissimo, propiziando su punizione il gol di Gatti; e pure nella gara con il Galatasaray, macchiata da quell’erroraccio grossolano a tu per tu con Cakir. Insomma, patti chiari e amicizia lunga, a cominciare da stamattina, quando Edon farà ritorno alla Continassa dopo il giorno di riposo concesso da Spalletti a tutto il gruppo squadra. E chissà che già contro il Sassuolo non possa avere una chance a gara in corso per provare a rompere l’incantesimo e ritrovare il sorriso. Quale momento migliore della settimana in cui è diventato papà?

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TORINO - Conoscevano i rischi e le possibili criticità che sono solite celarsi dietro profili rimasti troppo a lungo lontano dal campo. Eppure hanno scelto di puntarci, lasciandosi guidare da un moto speranzoso e dalla profittabilità dell’affare. Pochi - sulla carta, per quanto mostrato da Edon Zhegrova tra Ligue 1 e Champions - i 15 milioni richiesti dal Lilla in estate per il suo cartellino. Anche al netto di quella pubalgia che l’aveva costretto a rimanere fuori dal campo dallo scorso dicembre, dopo un avvio stagionale super in termini realizzativi: 21 presenze con i francesi, condite da 8 gol e 2 assist. Poi lo stop, lunghissimo, a cambiare radicalmente le priorità del Lilla e dello stesso Zhegrova. La Juve - e insieme a lei tutto l’immaginario bianconero - lo hanno aspettato, con pazienza, celebrandolo con applausi lusinghieri in quei piccoli spezzoni concessigli da Tudor nei primi mesi stagionali.

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Da lì, un paio di ricadute fisiche e il conseguente “scivolamento” ai margini del progetto della precedente gestione tecnica, prima dell’arrivo di Luciano Spalletti: l’uomo scelto dal club per orientare la prua bianconera verso Champions. Una rivitalizzazione dietro l’altra. È stato così per i vari McKennie, Kelly, Locatelli e in generale per tutti quei profili che con Lucio si sono riguadagnati l’amore del popolo bianconero. E che dire allora di Edon se non che lo spartito della sua avventura juventina è rimasto sostanzialmente lo stesso dei primi mesi a Torino? Lo dimostrano i dati sul suo impiego: appena 445 i minuti in campo da inizio stagione. Per intenderci - se non consideriamo gli arrivi nel mercato di gennaio - il secondo giocatore meno utilizzato della rosa, dietro al solo Adzic (349 minuti). Mai in carriera il kossovaro si era trovato a metà marzo con un bottino così risicato (anche in termini realizzativi, dove non ha ancora trovato né il gol né il suggerimento decisivo per il compagno). Basti pensare che al Lilla nella passata stagione da agosto a dicembre (quando è finito definitivamente ai box) ne aveva raccolti ben 1591 di minuti fra tutte le competizioni.

 

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