Pagina 2 | Retegui, voglia d'Italia: chiamata la Juve, contatto con Ottolini. Openda, prima richiesta

Certe piste nascono anche così: dalle richieste dirette, dalle occasioni che quasi piovono, dalle situazioni che poi mutano. Nessuno pensava che un anno dopo il super contratto di Mateo Retegui con l’Al-Qadisiya ci potesse essere la possibilità di rivederlo in Italia. E invece. E invece eccoci qui: ai primi sondaggi, alle chance esplorate, alla grande consapevolezza di poter strappare una possibilità unica nel suo genere. Che sia Milan o Juve, all’attaccante in questo momento interessa esclusivamente il ritorno in Serie A. Perciò, dopo aver parlato con i rossoneri, il papà del giocatore ha avuto un contatto diretto anche con il direttore sportivo dei bianconeri, Marco Ottolini, con il quale ha condiviso un pezzo di strada fondamentale quando vestivano entrambi i colori del Genoa. Una chiacchierata esplorativa, certo. Però pure un modo per darsi una possibilità reciproca: per Mateo, l’occasione di fare ritorno in Serie A, dove ha già dimostrato di essere un super bomber di categoria; per la Juventus, in fondo, quella di agevolare la ricerca alla punta, che non s’arresta a prescindere dai passi in avanti fatti sul rinnovo di Vlahovic e dal riscatto obbligatorio di Openda. 

Kolo Muani al posto di David e Openda

Il belga, del resto, ed esattamente come David, è destinato a salutare: la cessione a titolo definitivo pare improbabile salvo innamoramenti folli (ma a quale prezzo?) di club esteri, però una possibilità in prestito esiste, è più concreta. E la prima chiamata è quella del Fenerbahce, allenato dal suo vecchio mentore Domenico Tedesco. Comunque, si vedrà. A un giorno dalla primavera non sarebbe saggio affidarsi alle previsioni estive: sono tutt’altro che scontate, rischiano di semplificare situazioni che domani possono farsi più insidiose. Si veda pure il vociare attorno al David: richiestissimo in Ligue 1, con possibilità pure in Premier League, però ancora da piazzare e da capire poi a quali cifre. A ogni modo, non di solo Retegui si nutre l’elenco attaccanti tra le mani di Comolli e Ottolini: il primo nome resta infatti quello di Randal Kolo Muani, il preferito pure di Spalletti, uno dei pochi su cui tutte le anime bianconere si sono ritrovate in un gennaio carico di ambizione eppure terminato senza un centravanti in grado davvero di cambiare (o aiutare, quantomeno) la formazione di Lucio. Lucio che ora aspetta di capire, anzi di giocare: domani sarà Sassuolo, poi ci sarà il Genoa, quindi gli scontri diretti.

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Le piste Retegui e Zirkzee

Molto del futuro juventino passerà inevitabilmente dall’approdo alla prossima Champions. Perché il budget è tutto, specialmente davanti a certi nomi. Retegui compreso. Il cui limite in questo momento si chiama proprio Al-Qadisiya. A prescindere dalla volontà del calciatore, il club saudita non ha assolutamente intenzione di regalarlo, né di lasciarlo partire in prestito. A questo si aggiunge il tema dell’ingaggio: al momento la punta della Nazionale guadagna una cifra che tocca i 20 milioni di euro a stagione. Decisamente fuori standard: servirebbe una scelta netta, quasi d’emergenza. Come quella che può scaturire dal conflitto oggi in corso e che coinvolge i Paesi arabi: eccola, la molla che spinge Retegui a salutare l’Arabia Saudita. E magari a ritrovare la Serie A, che sia Juve o Milan, la disponibilità oggi pare totale. Sullo sfondo, oltre a Kolo Muani, resiste inoltre l’interesse per Zirkzee: a differenza degli altri ha un costo ridotto (25 milioni di euro), caratteristiche differenti, ma la stessa voglia di ricominciare dall’Italia. Sarebbe un’opportunità pure Nicolas Jackson, verosimilmente di ritorno al Chelsea dopo l’anno al Bayern Monaco in prestito. Era un pallino la scorsa estate, poi la scelta di virare su Openda e la consapevolezza - oggi - di aver perso un treno. Alcuni però sanno tornare, l’importante è rimanere fermi in stazione, comunque alla ricerca. L’unica certezza? Tra occasioni e soluzioni, molto accadrà per il reparto avanzato bianconero. Solo un anno dopo l’annunciata rivoluzione, mai davvero compiuta.

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Le piste Retegui e Zirkzee

Molto del futuro juventino passerà inevitabilmente dall’approdo alla prossima Champions. Perché il budget è tutto, specialmente davanti a certi nomi. Retegui compreso. Il cui limite in questo momento si chiama proprio Al-Qadisiya. A prescindere dalla volontà del calciatore, il club saudita non ha assolutamente intenzione di regalarlo, né di lasciarlo partire in prestito. A questo si aggiunge il tema dell’ingaggio: al momento la punta della Nazionale guadagna una cifra che tocca i 20 milioni di euro a stagione. Decisamente fuori standard: servirebbe una scelta netta, quasi d’emergenza. Come quella che può scaturire dal conflitto oggi in corso e che coinvolge i Paesi arabi: eccola, la molla che spinge Retegui a salutare l’Arabia Saudita. E magari a ritrovare la Serie A, che sia Juve o Milan, la disponibilità oggi pare totale. Sullo sfondo, oltre a Kolo Muani, resiste inoltre l’interesse per Zirkzee: a differenza degli altri ha un costo ridotto (25 milioni di euro), caratteristiche differenti, ma la stessa voglia di ricominciare dall’Italia. Sarebbe un’opportunità pure Nicolas Jackson, verosimilmente di ritorno al Chelsea dopo l’anno al Bayern Monaco in prestito. Era un pallino la scorsa estate, poi la scelta di virare su Openda e la consapevolezza - oggi - di aver perso un treno. Alcuni però sanno tornare, l’importante è rimanere fermi in stazione, comunque alla ricerca. L’unica certezza? Tra occasioni e soluzioni, molto accadrà per il reparto avanzato bianconero. Solo un anno dopo l’annunciata rivoluzione, mai davvero compiuta.

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