"Del Piero, ho visto la Gioconda"
La vostra Champions si apre a Dortmund con una meraviglia del 10. Che ricordi ha? «Ero andato a scaldarmi. Quando ho visto il tiro mi sono detto: ma non è possibile! Ho portato la mano alla bocca e poi sono corso a esultare. Ho visto la Gioconda. Senza pagare il biglietto».
Verso Roma, lei super a Ibrox Park. Nella pagella è definito “Tacchirea”: giocò libero. «Scrissero “nuovo Baresi”, ma anche “nuovo Rijkaard”. C’era il tema del ruolo. Ma ho sempre capito la mia dimensione, umilmente: nelle formazioni di inizio stagione non c’ero mai, però questa cosa mi stimolava ancora di più. Andavo a correre da solo, mi davo delle sfide».
Dove preferiva giocare? «A me piaceva fare il centrocampista. Poi Lippi aveva avuto problemi e mi ha reso libero, anche per far partire l’azione da dietro. Non ero un difensore puro, quindi lo facevo a modo mio».
Da libero debutta pure in Nazionale. «Ho fatto delle buonissime partite, ma mai avrei pensato all’azzurro. Vado il primo giorno a Coverciano, con Sacchi: un’ora e mezza di martellamento sulla linea difensiva, il cosiddetto elastico. Guardavo Costacurta e gli chiedevo: ma tutto a posto? Poi Sacchi arrivò a mezzanotte in camera, e nonostante il suggerimento di Billy, aprii la porta, convinto che fosse Del Piero per giocare alla Play. Mi ha tenuto due ore nel suo studio».
