Nei prossimi giorni Spalletti firmerà il contratto e parlerà dei piani per l’estate. È una fortuna, per la Juventus e i suoi tifosi, che lo faccia dopo l’orrenda partita contro il Sassuolo. Perché per essere veramente vincente, la rifon dazione spallettiana auspicata dal popolo bianconero non può poggiare su illusioni, ma necessità di certezze. Se il pareggio di ieri sera ha provocato rabbia e frustrazione nell’ambiente juventino e può causare danni enormi sotto il profilo economico, almeno spazza via qualsiasi dubbio sulla necessità di inserire giocatori di grandissima qualità, solidissima esperienza e fortissima personalità. La superficialità con cui la Juventus ha buttato via due punti, che potrebbero essere esiziali per la qualificazione in Champions, è la superficialità di una squadra profondamente immatura, che sottovaluta l’avversario. La sufficienza con è stato giocato il primo tempo è quello di una squadra insensatamente superba, che crede di poter vincere la partita in qualsiasi momento. L’immaturità della Juventus è un tema carsico di questa stagione, Spalletti è riuscito a tenerlo nascosto per lunghi periodi, ma periodicamente torna a scorrere in superficie. Yildiz ha 21 anni è il compito, gravoso, di caricarsi tutto sulle spalle: a volte gli riesce, a volte no, a quell’età è comprensibile.
Il prezzo dell’immaturità
Anzi, potesse condividere quel fardello con qualche compagno più esperto, potrebbe concentrarsi meglio sulle sue qualità tecniche. Locatelli è un capitano lodevole e applicato, ma non sempre riesce a comunicare la giusta tensione a chi giochicchia invece di combattere. Bremer, sul cui valore non si può discutere, vive un momento di involuzione e scarso senso pratico, mancando proprio quando un campione non può mancare. E via così, perché sono tanti gli uomini di Spalletti ai quali manca quell’ultimo centimetro di carattere per poter essere veri campioni e non solo buoni giocatori. Ogni tanto si puà inciapare, è umano. Diabolico è perseverare il fallimento di una partita che serve per consolidare un momento, per svoltare la classifica, per evitare pasticci. Juve-Sassuolo 1-1 finisce in archivio nella stessa cartella di Juve-Como 0-2; Juve-Lazio 2-2; Cagliari-Juve 1-0; Juve-Lecce 1-1; Fiorentina-Juve 1-1; Juve-Toro 1-1. In tutto sedici punti buttati via per approssimazione, vanità, faciloneria o, per riassumere in una parola, immaturità. Bastava la metà di quei punti per essere in piena lotta scudetto. Bastava un quarto di quei punti per stare assai comodi in zona Champions.
Umiliazione per David e Openda
Buttarsi via in questo modo è una forma di autolesionismo di cui qualcuno dovrà rispondere a fine stagione. Boniperti, in fase di rinnovo, chiedeva conto delle mancanze e delle partite sprecate. Ok, era un altro secolo, ma in queste settimane di fastosi rinnovi sarebbe bello mostrare gli highlights delle partite sopracitate ai firmatari dei nuovi lussuosi contratti. Perché se i due punti persi ieri costassero la qualificazione in Champions, non saranno certo loro a mettere i 70 milioni mancanti. E, a proposito di soldi buttati, è curioso notare come ieri sera, la Juventus abbia messo in campo tutti gli attaccanti possibili, compreso il resuscitato Milik (out dal 25 maggio 2024) e il redivivo Vlahovic (non ancora al meglio), ma non David e Openda. Non è una bocciatura, è un’umiliazione. E sarà sicuramente un’argomento dell’incontro di cui sopra.
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