Pagina 2 | J Medical in doppia cifra, anche di bilancio. Sinner, Brignone e non solo: da 10 anni si curano campioni

TORINO - Tremilacinquecento metri quadrati lì dove, alzando lo sguardo, si intravede il profilo dell’Allianz Stadium curvare tra la tribuna sud e quella est. È lì che si trova il J Medical ed è lì che ieri la vita è scorsa normalmente, tra visite e riabilitazioni, la frenesia della reception e il rumore delle attrezzature diagnostiche. Eppure, la clinica ha tagliato il traguardo dei 10 anni di vita e non è certo un risultato banale. Inaugurato il 23 marzo 2016, l’obiettivo era quello di integrare le conoscenze in campo sanitario maturate all’interno di Juventus e aprire le porte, oltre ai calciatori bianconeri, anche alla comunità. L’unica cessione all’autocelebrazione arriva dai profili social: «Dieci anni di eccellenza clinica, innovazione e dedizione ad ogni paziente, atleta e non atleta. Questo non è solo un anniversario. È una pietra miliare e un punto di partenza per ciò che verrà dopo». D’altronde, è con il lavoro quotidiano – sono circa 200 le professionalità presenti, una ventina gli ambulatori -, che si costruisce la fama di cui oggi gode e non gingillandosi oltremodo nei risultati raggiunti.

Numeri e crescita del J Medical: fatturato e servizi per atleti

Risultati che possono essere raccolti e divisi sia livello quantitativo che qualitativo. Il J Medical (al 50% di proprietà di Juventus, al 50% di Hexperience dal 2022) è in attivo e ha un fatturato che si attesta intorno ai 15 milioni di euro. Oltre l’aspetto economico, c’è il viavai di campionissimi che hanno scelto la struttura per l’eccellenza nella diagnostica e nella riabilitazione. Ci sono i giocatori della Juventus, ovviamente, che a due passi da “casa” possono trovare tutto ciò di cui hanno bisogno dal punto di vista medico: per quel che riguarda l’attività agonistica, ma non solo. C’è Federica Brignone che lì ha costruito il proprio miracolo olimpico, per poi essere riaccolta tra gli applausi di tutti, il 18 febbraio scorso. Per restare agli sport invernali, ci sono anche Flora Tabanelli (medaglia di bronzo nel Big Air a Milano Cortina) e Marta Bassino.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

J Medical punto di riferimento globale: da Sinner alla partnership con l’Arabia Saudita

Jannik Sinner ne ha fatto il proprio punto di riferimento medico; di recente c’è stato anche il tennista Sebastian Korda che, alle Atp di Miami, ha battuto il numero uno al mondo Alcaraz. E poi ancora: l’ex ciclista Nibali, il pilota Giovinazzi, il golfista Molinari. Insomma, un passaparola che si è diffuso ai massimi livelli dello sport nazionale e internazionale e che ha contribuito a mettere il J Medical sulla mappa delle cliniche d’eccellenza per gli atleti di tutto il mondo. Non è dunque un caso che le conoscenze e il modo di lavorare qui sviluppato abbiano attirato l’interesse dell’Arabia Saudita. Il Paese che, di questi tempi il condizionale è d’obbligo, dovrebbe ospitare nel 2034 il Mondiale. A novembre 2025, nel contesto del Global Health Exhibition svolto a Riyad, alla presenza di Giorgio Chiellini come rappresentate di Juventus, è stata siglata una partnership, tra il club bianconero e il ministero della Salute saudita, volta al trasferimento delle competenze tecniche ed operative. Insomma, dieci anni dopo il taglio del nastro, è il momento di guardarsi indietro e tirare un bilancio. E in casa J Medical non può che essere positivo, dal punto di vista economico ma non solo.

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J Medical punto di riferimento globale: da Sinner alla partnership con l’Arabia Saudita

Jannik Sinner ne ha fatto il proprio punto di riferimento medico; di recente c’è stato anche il tennista Sebastian Korda che, alle Atp di Miami, ha battuto il numero uno al mondo Alcaraz. E poi ancora: l’ex ciclista Nibali, il pilota Giovinazzi, il golfista Molinari. Insomma, un passaparola che si è diffuso ai massimi livelli dello sport nazionale e internazionale e che ha contribuito a mettere il J Medical sulla mappa delle cliniche d’eccellenza per gli atleti di tutto il mondo. Non è dunque un caso che le conoscenze e il modo di lavorare qui sviluppato abbiano attirato l’interesse dell’Arabia Saudita. Il Paese che, di questi tempi il condizionale è d’obbligo, dovrebbe ospitare nel 2034 il Mondiale. A novembre 2025, nel contesto del Global Health Exhibition svolto a Riyad, alla presenza di Giorgio Chiellini come rappresentate di Juventus, è stata siglata una partnership, tra il club bianconero e il ministero della Salute saudita, volta al trasferimento delle competenze tecniche ed operative. Insomma, dieci anni dopo il taglio del nastro, è il momento di guardarsi indietro e tirare un bilancio. E in casa J Medical non può che essere positivo, dal punto di vista economico ma non solo.

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