Pagina 3 | “Spalletti fino all’alba, con Malen era già Champions. Yildiz neanche si rende conto”

Milano come pretesto per staccare, momentaneamente, dalla routine della Continassa. Lì ad aspettare Spalletti c’è sempre l’amico di una vita, Fabio Galante. Basta poco: una tavola apparecchiata o un parco in cui passeggiare, e il tempo si piega da sé. La porta di casa sempre aperta, le lasagne di mamma Ilva, Lucio che gli passa le chiavi della macchina e gli insegna a stare al volante, come farebbe un fratello maggiore.

Il giudizio su Spalletti e sulla Juve

Fabio Galante, che padrone di casa era Spalletti? "Generoso e premuroso. Chi lo conosce davvero o ci ha lavorato insieme non può non volergli bene. Basti vedere come l’ha voluto festeggiare la squadra il giorno del suo compleanno. Per lui darebbero tutto. È una persona piacevole anche fuori dal campo. Ha la capacità di metterti sempre a tuo agio. Se io, Montella, Birindelli, Melis e Ficini siamo arrivati a giocare in Serie A lo dobbiamo soprattutto a lui. Puoi chiamarlo a qualsiasi ora del giorno e della notte, lo troverai sempre sveglio e pronto a darti una mano. Non dorme mai. Quando rientra dalle trasferte, a volte sta sveglio fino all’alba per riguardarsi le partite. È un perfezionista: studia ogni dettaglio per migliorare le sue squadre.

Che impressione si è fatto sulla sua Juve e in generale sulla lotta per il quarto posto? Al di là del pari con il Sassuolo, la vedo ancora favorita per la Champions. Gioca un bel calcio: è un aspetto che alla lunga premia sempre. Lui non specula sul risultato. Segnato un gol, vuole che la squadra alzi i giri del motore per farne subito un altro. La cosa paradossale è che questa squadra ha dato segnali positivi anche nelle sconfitte con Inter, Atalanta e Galatasaray. Hanno davvero raccolto meno di quanto non abbiano meritato sul campo. È casuale che oggi siano a -3 dal quarto posto. È mancata fortuna e un po’ di concretezza nei momenti chiave. Se avessero segnato quel rigore allo Stadium, staremmo commentando tutta un’altra situazione…”.

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"Vlahovic può fare la differenza"

Non è un caso, infatti, che Spalletti voglia portare a Torino profili di spessore. Come Bernardo Silva, Goretzka, Rudiger…Ecco, a questi aggiungerei Alisson. Per tornare a vincere ci vuole il giusto mix tra giovani promesse e campioni già affermati. Spalletti sa di avere a che fare con un gruppo dal grande potenziale, ma anche che gli mancano profili di esperienza a cui aggrapparsi nei momenti chiave. Quelli che riescono da soli a indirizzarti le partite. L’ossatura bianconera - in cui metto Yildiz, Locatelli, McKennie, Thuram, Bremer e Chico - è ben definita. Con 5 colpi mirati e Lucio in panchina, puoi tornare a giocarti lo scudetto. Se la Juve avesse un Malen, un attaccante vero - per intenderci - sarebbe già bella che in Champions.

Ora però potrà lavorare con Vlahovic.Una volta recuperato, sono certo che darà una grande mano alla squadra. Dusan ha i numeri per fare la differenza. Sia lui che Milik sono due rifinitori: gli arriveranno decine di palloni nel corso delle partite. Starà a loro spedirli in porta. Fin qui Luciano ha dovuto arrangiarsi con i gol di McKennie, Chico e Yildiz.

E del turco che cosa le dice? Che nemmeno lui si rende conto di quanto forte possa diventare. Poi, che è un ragazzo favoloso, non solo dal punto di vista tecnico: ha i giusti comportamenti, si allena al massimo.

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"Il rinnovo di Spalletti il regalo più bello"

La fiducia della società è totale. Mesi fa, si diceva che avrebbero parlato di rinnovo solo a fine stagione. Ora invece vogliono mandare un segnale a tutto l’ambiente, della serie: “Voi siete tutti in discussione, Lucio no…”.E fanno bene: il rinnovo di Spalletti è il più bel regalo che la Juve possa farsi, a prescindere dal quarto posto. Si sono resi conto che trovare un tecnico più forte è tutto fuorché semplice, e che con lui possono ambire a obiettivi impensabili fino a poco tempo fa.

Come l’ha visto ultimamente? Fiducioso o inghiottito dalla portata della missione?È sereno, perché vede che la squadra continua a dargli risposte positive nel quotidiano. Al netto dei risultati, respira l’entusiasmo del gruppo. Una voglia sfrenata di andare a mille all’ora quando propone loro un concetto da sviluppare sul campo. Quando dice che “vive per il quarto posto” è perché lo pensa davvero. Sa che con questi presupposti lo centrerà.

In tal caso, immagino che avrete modo di festeggiare insieme… A proposito: le dà ancora lezioni di guida o ha imparato a fidarsi?In Versilia, un paio di volte l’ho portato io in giro per dimostrargli che l’allievo aveva superato il maestro.

Quindi non le rompe più le scatole?Solo quando parlo di lui nelle interviste. Infatti sono sicuro che mi chiamerà per ‘cazziarmi’.

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"Il rinnovo di Spalletti il regalo più bello"

La fiducia della società è totale. Mesi fa, si diceva che avrebbero parlato di rinnovo solo a fine stagione. Ora invece vogliono mandare un segnale a tutto l’ambiente, della serie: “Voi siete tutti in discussione, Lucio no…”.E fanno bene: il rinnovo di Spalletti è il più bel regalo che la Juve possa farsi, a prescindere dal quarto posto. Si sono resi conto che trovare un tecnico più forte è tutto fuorché semplice, e che con lui possono ambire a obiettivi impensabili fino a poco tempo fa.

Come l’ha visto ultimamente? Fiducioso o inghiottito dalla portata della missione?È sereno, perché vede che la squadra continua a dargli risposte positive nel quotidiano. Al netto dei risultati, respira l’entusiasmo del gruppo. Una voglia sfrenata di andare a mille all’ora quando propone loro un concetto da sviluppare sul campo. Quando dice che “vive per il quarto posto” è perché lo pensa davvero. Sa che con questi presupposti lo centrerà.

In tal caso, immagino che avrete modo di festeggiare insieme… A proposito: le dà ancora lezioni di guida o ha imparato a fidarsi?In Versilia, un paio di volte l’ho portato io in giro per dimostrargli che l’allievo aveva superato il maestro.

Quindi non le rompe più le scatole?Solo quando parlo di lui nelle interviste. Infatti sono sicuro che mi chiamerà per ‘cazziarmi’.

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