"Resto alla Juve", Vlahovic confessa e parte il mercato: sempre Kolo! Salah, quella lode dice tutto

Il rinnovo di Spalletti chiarirà in maniera definitiva il percorso bianconero. In attacco riparte la ricerca di una punta che sia complementare a Dusan. Tutte le novità

TORINO - Quattro o cinque colpi. Poi Vlahovic. Anzi: prima Vlahovic, quindi il mercato. La Juventus sta ragionando così, riflettendo sulle sue possibilità pur non potendo contemplare la variabile più decisiva di tutte, ossia l’approdo alla prossima Champions League. Ma la mini rivoluzione pare inevitabile. Non si può rimandare. Né può aspettare oltremodo. Non solo perché l’ultimo mercato si è fatto un angolo della panchina bianconera, a cui Spalletti guarda raramente e con poca complicità, ma soprattutto perché l’obiettivo deve essere tornare a vincere, e a farlo subito. Proclami a parte, per farlo c’è bisogno di una strada parallela a quella del lavoro: comprare i giocatori giusti. Che non sono solo giovani scommesse oppure vecchie opportunità, però si trovano più o meno lì, in una zona grigia che potrebbe definirsi giusto mezzo.

Juve tra porta e difesa 

L’importante, ecco, è che abbiano qualità per giocare e testa sulle spalle per sopportare il peso della stessa giocata in maglia bianconera. Per questo motivo tutti si rifugiano nelle certezze, e in ogni ruolo. A partire dalla porta: il preferito di Spalletti è inevitabilmente Alisson, l’ha allenato a Roma ed è diventato uno dei migliori interpreti del ruolo. Però costa. E se costa, bisognerà prenderlo per progetto e centralità, oltre che per la gola. Lo stesso ragionamento vale quindi per la difesa: c’è l’occasione Senesi, per la quale il club sta lavorando da tempo, però uno come Rudiger alzerebbe immediatamente il livello, pure di carisma. Non è da sottovalutare. E infatti non lo sta facendo nessuno, perché fin quando esisterà la possibilità di valutare e partecipare a un certo tipo di mense di mercato, sarebbe anche ingiusto non chiedere informazioni, non presentare il proprio progetto.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Sogni a 'costo zero'

Per una volta, sì, questo potrebbe fare la differenza in ottica Juve: Spalletti sarebbe garanzia di tutto questo e per tutti loro. Salah, un altro degli addii di lusso del panorama europeo (anche lui, però, con costi di gran lunga superiori alle possibilità bianconere), aveva definito solamente un anno fa Lucio come "il miglior tecnico mai avuto". Mica poco. Anzi: è veramente tutto. Ed è quello che potrebbe fare la differenza, ad esempio, nella corsa a Bernardo Silva. Dal ritiro del Portogallo, il centrocampista in uscita dal City ha ammesso le proprie preferenze: "Scherzo sempre e dico che se il Manchester fosse più a sud in Europa, ci rimarrei a vita. Amo quel club". Il riferimento era a Lisbona, però Torino non sarebbe affatto male. Tutt’altro.

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Bianconeri all'attacco!

Capitolo attaccante, probabilmente il più delicato: da domani ogni giorno può essere quello della chiusura definitiva per il prolungamento di Dusan Vlahovic. Il serbo è pronto a chiudere ed è soddisfatto dell’accordo sostanzialmente trovato con il club bianconero. A chi gli è intorno ha già confermato che “per un altro po’ di tempo” rimarrà a Torino, con l’ambizione - fortissima - di riscrivere un altro finale dopo anni certamente complicati. Al nove sarà affiancato un altro nove, possibilmente con caratteristiche simili, però non necessariamente uguali: lì non si cerca un totem, perché la garanzia è stata già provata e controprovata. Ed è Randal Kolo Muani: convince ogni parte, dai dirigenti all’allenatore, fino ad arrivare al gruppo, che con il francese ha avuto un grande rapporto. Anche Dusan, in fondo: lottavano per un posto e si sono ritrovati amici. Nei circoli virtuosi, va così. Ora conta ricrearne uno. 

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TORINO - Quattro o cinque colpi. Poi Vlahovic. Anzi: prima Vlahovic, quindi il mercato. La Juventus sta ragionando così, riflettendo sulle sue possibilità pur non potendo contemplare la variabile più decisiva di tutte, ossia l’approdo alla prossima Champions League. Ma la mini rivoluzione pare inevitabile. Non si può rimandare. Né può aspettare oltremodo. Non solo perché l’ultimo mercato si è fatto un angolo della panchina bianconera, a cui Spalletti guarda raramente e con poca complicità, ma soprattutto perché l’obiettivo deve essere tornare a vincere, e a farlo subito. Proclami a parte, per farlo c’è bisogno di una strada parallela a quella del lavoro: comprare i giocatori giusti. Che non sono solo giovani scommesse oppure vecchie opportunità, però si trovano più o meno lì, in una zona grigia che potrebbe definirsi giusto mezzo.

Juve tra porta e difesa 

L’importante, ecco, è che abbiano qualità per giocare e testa sulle spalle per sopportare il peso della stessa giocata in maglia bianconera. Per questo motivo tutti si rifugiano nelle certezze, e in ogni ruolo. A partire dalla porta: il preferito di Spalletti è inevitabilmente Alisson, l’ha allenato a Roma ed è diventato uno dei migliori interpreti del ruolo. Però costa. E se costa, bisognerà prenderlo per progetto e centralità, oltre che per la gola. Lo stesso ragionamento vale quindi per la difesa: c’è l’occasione Senesi, per la quale il club sta lavorando da tempo, però uno come Rudiger alzerebbe immediatamente il livello, pure di carisma. Non è da sottovalutare. E infatti non lo sta facendo nessuno, perché fin quando esisterà la possibilità di valutare e partecipare a un certo tipo di mense di mercato, sarebbe anche ingiusto non chiedere informazioni, non presentare il proprio progetto.

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