TORINO - Quattro o cinque colpi. Poi Vlahovic. Anzi: prima Vlahovic, quindi il mercato. La Juventus sta ragionando così, riflettendo sulle sue possibilità pur non potendo contemplare la variabile più decisiva di tutte, ossia l’approdo alla prossima Champions League. Ma la mini rivoluzione pare inevitabile. Non si può rimandare. Né può aspettare oltremodo. Non solo perché l’ultimo mercato si è fatto un angolo della panchina bianconera, a cui Spalletti guarda raramente e con poca complicità, ma soprattutto perché l’obiettivo deve essere tornare a vincere, e a farlo subito. Proclami a parte, per farlo c’è bisogno di una strada parallela a quella del lavoro: comprare i giocatori giusti. Che non sono solo giovani scommesse oppure vecchie opportunità, però si trovano più o meno lì, in una zona grigia che potrebbe definirsi giusto mezzo.
Juve tra porta e difesa
L’importante, ecco, è che abbiano qualità per giocare e testa sulle spalle per sopportare il peso della stessa giocata in maglia bianconera. Per questo motivo tutti si rifugiano nelle certezze, e in ogni ruolo. A partire dalla porta: il preferito di Spalletti è inevitabilmente Alisson, l’ha allenato a Roma ed è diventato uno dei migliori interpreti del ruolo. Però costa. E se costa, bisognerà prenderlo per progetto e centralità, oltre che per la gola. Lo stesso ragionamento vale quindi per la difesa: c’è l’occasione Senesi, per la quale il club sta lavorando da tempo, però uno come Rudiger alzerebbe immediatamente il livello, pure di carisma. Non è da sottovalutare. E infatti non lo sta facendo nessuno, perché fin quando esisterà la possibilità di valutare e partecipare a un certo tipo di mense di mercato, sarebbe anche ingiusto non chiedere informazioni, non presentare il proprio progetto.
