Pagina 7 | "Più grande della sua età", Padoin chiama il difensore del futuro Juve e spiega: "Un'idea pazzesca"

TORINO - "Tutti ci attribuiscono i meriti per chi sale in Prima Squadra o per chi gioca nei migliori club Europei. A volte io ho una maggiore soddisfazione quando ricevo messaggi dai genitori di ragazzi che non giocano più a calcio a livello professionistico e mi raccontano che l’impostazione mentale e i valori appresi qui alla Juventus li stanno aiutando nella vita e se la portano appresso anche in altri ambiti. Sapere di aver lasciato qualcosa nel loro percorso è uno degli obiettivi più importanti del nostro lavoro". Massimiliano Scaglia, coordinatore del settore giovanile della Juventus, ha parlato in esclusiva a Radio Tv Serie A del suo lavoro all'interno del club bianconero insieme a Simone Padoin e non solo...

"Alla Juve 9 anni sembrano di più"

Scaglia ha parlato del suo percorso personale alla Juve: "È la mia nona stagione qui, mi sembra che questi 9 anni siano in realtà molti di più per le dinamiche, la velocità e gli impegni con questo club. In ogni dipartimento si cerca di riproporre e portare avanti la filosofia, il dna di questa società. Quando si lavora coi giovani nei miei pensieri sono quelli di aprire piste nuove, di cercare di regalare un percorso a questi ragazzi che hanno dei sogni". Il coordinatore del settore giovanile ha poi aggiunto: "La Juve è stata una delle prime ad avere una sua scuola, un centro sportivo dedicato con un sistema scolastico per far vivere i ragazzi nelle migliori condizioni. Si sono studiati progetti calcistici che avessero anche un'influenza sulla vita quotidiana dei ragazzi. Da qualche anno abbiamo valutato che terminato il campionato con l'Under 17, per chi ne ha le capacità, il percorso dovesse essere quello di approcciarsi al campionato Under 20".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Scaglia: "Inizi sempre complicati, poi..."

Sull'importanza della seconda squadra: "Abbiamo l'opportunità di avere la seconda squadra, i prospetti che in altre società non possono subito essere protagonisti in prima squadra da noi hanno uno step intermedio. Ci agevola, ci mette nelle condizioni di poter disputare il campionato Primavera essendo tra i più giovani. Gli inizi sono sempre complicati, poi con il proseguire della stagione si vedono miglioramenti. Questo è il valore e l'obiettivo che vogliamo ricercare. Abbiamo messo da parte qualche interesse personale per questo, per cercare una crescita esponenziale. Negli ultimi anni tanti ragazzi sono riusciti a ritagliarsi uno spazio in Prima Squadra o nei migliori campionati d'Europa. Un obiettivo spesso difficile da vivere nell'immediato, a volte quello che fai oggi lo raccoglie qualcun altro e non è detto che uno abbia la fortuna di vivere quella soddisfazione".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Padoin e la Juve

Successivamente, a prendere la parola è stato Padoin, attuale allenatore della Primavera: "Esperienza meravigliosa da calciatore della Juve. Quando ho smesso ho avuto la possibilità di tornare come collaboratore di Allegri, una cosa bellissima e molto formativa che ha dato inizio alla mia seconda vita da allenatore. Io ho avuto la fortuna di giocare in squadre importanti con tifoserie importanti, quello che rappresenta la Juve nel mondo è incredibile. Me ne accorgevo in tournee in Asia, America, Australia. Il seguito che ha la Juve è incredibile, indossare questa maglia non è da tutti. Nel mio piccolo cerco di farlo capire ai giovani, quanto più una maglia è apprezzata e glorificata più hai una responsabilità importante. Il motto della Juve non si può dimenticare, ma quando hai a che fare col settore giovanile non è più determinante. Da questo punto di vista abbiamo la fortuna di lavorare in un ambiente sano, il primo obiettivo è la crescita dei ragazzi. Qui c'è da fare gli insegnanti, ma è qualcosa di molto stimolante, di molto formativo. Non ci si può approcciare a questi giovani come 25 anni fa ho fatto io nelle giovanili dell'Atalanta".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Juve, io sono l'esempio perfetto"

Il focus, con Padoin, si è poi spostato sul suo esempio per i più giovani: "La costanza è fondamentale. Io penso di essere l’esempio perfetto di quanto conti la mentalità. Non ero un giocatore straordinario dal punto di vista fisico o tecnico, ma mi sono costruito con determinazione e voglia di migliorarmi ogni giorno. Questo è quello che cerco di trasmettere ai ragazzi. Vincere è una parte importante e non va dimenticato, ma quando si lavora con i ragazzi la crescita deve venire prima di tutto. Abbiamo la fortuna di lavorare in un ambiente sano che non mette troppa pressione sul risultato. Una cosa che gli dico è che io sono arrivato al settore giovanile dell'Atalanta a 15 anni e giocavo pochissimo il primo anno e mezzo. Poi piano piano le cose sono venute, tanti che giocavano titolari in quel periodo poi magari non hanno più giocato a calcio. Non posso non ricordare Mino Favini, uno dei migliori. Poi mi viene in mente un allenatore scomparso poco fa, Eugenio Perico. Mi ha lasciato tantissimo sia dal punto di vista tecnico tattico sia dal punto di vista umano. Una persona che mi torna sempre in mente, una persona estremamente alla ricerca del nostro miglioramento. Un formatore a tutto tondo che ricordo con grandissimo piacere".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Il mio obiettivo con la Juve"

Padoin ha poi aggiunto: "Il mio obiettivo è che questi ragazzi possano ricordarmi in maniera positiva. Next Gen? Tramite Scaglia e Chiellini abbiamo un rapporto continuo sulle settimane di lavoro. A inizio settimana già sappiamo se qualcuno dei nostri deve andare ad aiutare la Next Gen. Un'idea positiva, pazzesca, se penso che la Juve è stata la prima penso che ne debba andare fiera. Un momento importantissimo, dalla Primavera alla Prima Squadra è un momento complicato. La Next Gen è la soluzione ideale e si sta vedendo, in tanti hanno fatto questo percorso e ne hanno giovato in esperienza".

Successivamente l'allenatore ha introdotto un giovane della Primavera, Francesco Verde: "Un ragazzo molto equilibrato, per maturità è più grande della sua età e questa è la cosa più importante. Tecnicamente non lo scopro io, abbina qualità difensive molto importanti a grande coraggio con la palla e questa è una delle cose più importanti se penso ai giocatori che potrebbero avere un futuro. Ha dei margini di miglioramento a livello tecnico, ha grandissimo coraggio". 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Verde: "Alla Juve da quando avevo 14 anni"

La parola è quindi passata direttamente al giovane Verde: "Io sono alla Juve da quando avevo 14 anni, è il quinto anno qui. Sono orgoglioso del mio percorso, sono stato 4 anni in convitto che è accanto a dove si allena la Prima Squadra. Mi sono trasferito qui vicino. Ci sono momenti con un po' di difficoltà perché si è lontani dalla famiglia ma a parte che sono stato sempre supportato da loro questi sono sacrifici fatti per un sogno. Si fa per qualcosa di più grande. Più cresci più diventa un lavoro, i giorni diventano sempre di più, anche extra campo. C'è sempre la voglia di giocare e di stare insieme, il bello del calcio e del gioco resta invariato. Siamo una squadra molto unita. Vedendo il calcio di oggi, nei punti in cui devo migliorare potrei mettere più massa muscolare. Soprattutto vedendo la Next Gen, in Serie C è difficile, mettere muscoli è importante. Come difensore sono abbastanza moderno, mi piace andare a uomo e portare palla, mi piace creare superiorità e sono molto offensivo. Sono molto veloce nel lungo, faccio più fatica nel breve, mi reputo moderno".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Da Bremer vorrei..."

Poi un passaggio sull'Europeo vinto con l'Italia a 16 anni con l'Under 17: "L'Europeo è stato fantastico, a 16 anni vincere un Europeo ti segna. Ti resta dentro quando rientri nel club, ti sei confrontato con giocatori forti e questo ti aiuta con i tuoi compagni. Fino alla fine? Da quando siamo piccoli ci hanno sempre insegnato a non mollare mai, a non dare nulla per scontato e a migliorarci sempre. A chi mi ispiro? Non ho come modello un giocatore singolo, cerco di prendere le caratteristiche migliori da ogni giocatore. Da Bremer vorrei avere la forza fisica e la potenza nel duello, l'intelligenza di Rugani. Cerco di prendere le migliori qualità di ogni difensore. Posso dire che spero di arrivare in Serie A. Nel momento in cui si sogna, bisogna sognare in grande. Ambisco ad esordire in questo club che è il più importante d'Italia".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Da Bremer vorrei..."

Poi un passaggio sull'Europeo vinto con l'Italia a 16 anni con l'Under 17: "L'Europeo è stato fantastico, a 16 anni vincere un Europeo ti segna. Ti resta dentro quando rientri nel club, ti sei confrontato con giocatori forti e questo ti aiuta con i tuoi compagni. Fino alla fine? Da quando siamo piccoli ci hanno sempre insegnato a non mollare mai, a non dare nulla per scontato e a migliorarci sempre. A chi mi ispiro? Non ho come modello un giocatore singolo, cerco di prendere le caratteristiche migliori da ogni giocatore. Da Bremer vorrei avere la forza fisica e la potenza nel duello, l'intelligenza di Rugani. Cerco di prendere le migliori qualità di ogni difensore. Posso dire che spero di arrivare in Serie A. Nel momento in cui si sogna, bisogna sognare in grande. Ambisco ad esordire in questo club che è il più importante d'Italia".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus