TORINO - Si abbassano i volumi, si sposta la geografia dell’interesse dei tifosi. Non più davanti i cancelli della Continassa, dove i macchinoni dei calciatori entrano ed escono praticamente inosservati, ma qualche metro più in là. Al J Hotel, dove i curiosi cercano i giocatori di Algeria e Uruguay che, ieri sera, hanno giocato all’Allianz Stadium e negli ultimi giorni hanno avuto Torino come base. Effetti della sosta nazionali che pare appoggiare un enorme cumulo di ovatta sul mondo Juve. Tocca, quindi, farsi un po’ largo tra questa per scorgere ciò che succede all’interno del quartier generale bianconero. Lì dove i ritmi non si abbassano e le indicazioni di mister Luciano Spalletti non cambiano d’intensità. Ieri la Juventus è tornata ad allenarsi nella tarda mattinata e in gruppo – formato da chi non è stato convocato e ampliato dai ragazzi della Next Gen -, c’era il rientrante Cabal (giorno di riposo per Kalulu, invece) e anche Emil Holm.
Pronti, chi torna
L’esterno è ormai pienamente recuperato e sarà a disposizione contro il Genoa: così, i bianconeri svuotano l’infermeria. E no, non è una notizia banale, soprattutto quando per anni, in questa fase della stagione, si è dovuto fare troppo spesso i conti con gli indisponibili. Non ci si aspetta una sua presenza dal primo minuto nel lunedì di Pasquetta che vedrà la squadra in campo allo Stadium, ma certo è una buona notizia che amplia la possibilità di scelta dell’allenatore. E poi, questa sosta è stata l’occasione per chi, amareggiato dalla mancata convocazione, ha potuto sfruttare l’occasione per lavorare e mettersi in mostra. Prendere la rincorsa verso il Genoa e verso l’immediato futuro. Tra questi c’è Khephren Thuram. Spalletti ha riannodato i fili ed è partito dall’inizio, sfruttando le ore di campo per lavorare sulle basi. Si è messo in prima fila, senza delegare allo staff, e ha curato alcuni esercizi sulle conclusioni in porta. Tra i protagonisti c’era proprio il centrocampista francese, oltre a Vlahovic. Aspetto, questo, su cui Thuram è stato più volte lacunoso nel corso della stagione. Ma non è il solo, non è esclusivamente il tiro in porta a dettare il programma di lavoro del giocatore. Ciò su cui si sta puntando forte è un miglioramento nelle scelte di campo. Assodata la capacità di strappare palla al piede, bisogna poi sapere che farsene della sfera.
