E pensare che solamente tre mesi fa il suo destino in bianconero sembrava segnato. Tanto che Mattia Perin aveva già detto si al ritorno al Genoa. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro dei ricordi. Siamo nelle vacanze di Natale, quando Daniele De Rossi indica il nome dell’estremo difensore di Latina per blindare la porta del Grifone. Pronto un contratto triennale per finalizzare il Perin 4.0 in maglia rossoblù. L’affare a cavallo di Capodanno entra nel vivo, con il via libera da parte del numero uno juventino al ritorno nella città della Lanterna.
+Tutto fatto? Macché! Al momento di chiudere l’affare il Ceo bianconero Damien Comolli chiede un indennizzo di 2 milioni alla dirigenza genoana per dare il nulla osta alla partenza del portiere. Troppi, secondo i liguri che puntavano a chiudere un’operazione più parsimoniosa: praticamente a zero e così virano sull’olandese Bijlow. A stoppare la cessione di Perin anche Luciano Spalletti, che non voleva privarsi di quello che nei pensieri del tecnico toscano è stato sempre considerato come un elemento prezioso anche nei panni di uomo-spogliatoio. Motivo per cui alla fine Mattia e la Signora non si sono separati.
Il rilancio di Perin alla Juve: da riserva a protagonista
Tanto che nell’ultimo mese il suo destino è cambiato radicalmente. Dopo la brutta sconfitta interna contro il Como Spalletti, infatti, ha deciso di cambiare le gerarchie tra i pali: out Di Gregorio e rilanciato Perin. Quest’ultimo ha colto al volo l’occasione e nelle ultime settimane è tornato protagonista, ribaltando il proprio destino: da sicuro partente estivo a possibile punto fermo.
Non da titolare, ma più probabilmente da dodicesimo. Questa però è un’altra storia. Molto dipenderà da chi arriverà alla Continassa durante la prossima sessione estiva di calciomercato.
