Il dualismo Totti-Del Piero e i giovani di oggi
Si torna al passato per guardare al futuro: "Ad esempio parlo del momento topico Totti-Del Piero: io ero della Juve e c’era tutto il mondo romano contro di me, ma a prescindere, e c’era il mondo juventino contro di lui. Si andava così e ci si andava molto più pesante di oggi: sono epoche diverse, non vanno paragonate, va preso il mondo di oggi coi ragazzi di oggi e le loro abitudini. Bravo Pisacane, che io non conosco personalmente ma conosco i suoi interventi da calciatore (ride, ndr): lui come altri allenatori tipo Grosso cercano di instaurare un certo tipo di rapporto coi ragazzi. Oggi nel calcio giovanile non so se è così: ci sono talmente tante cose da fare, gli allenatori sono così sottopagati, ci lamentiamo che bisogna pagare le scuole calcio.
E’ un tutti contro tutti, e così non si va avanti. Bisogna un attimino mettersi nelle condizioni di capire questi bilanciamenti come vanno misurati, e lo si fa pezzo per pezzo, squadra per squadra e poi si arriva alla nazionale. Innanzitutto bisogna essere una persona col buonsenso in casa sua: se non lo sono in casa mia come posso esserlo fuori? Pensiamo tutti all’io, perché viviamo un momento particolare come nazione e mondo: cerchiamo di trovare soluzioni. Io tenderei a questa cosa qua. E poi l’assunzione di responsabilità è fondamentale, ci sono momenti in cui bisogna dire ‘Ho sbagliato: grazie e arrivederci!’. Non c’è nessun problema a dirlo, invece il mondo oggi ci porta a non dirlo: non c’è nessun problema! Io ho sbagliato mille volte, in alcuni casi l’ho detto e magari altre volte no, però dentro di me lo sapevo. E devono esserci attorno persone che ti dicono ‘Eh no ciccio, hai sbagliato!’, dal tuo amico al tuo compagno di squadra all’allenatore. Ma con serenità, senza colpevolizzare sempre, e che se ti danno la colpa + finito il mondo. Si va avanti: Messi e Ronaldo han sbagliato rigori anche loro".
"Io allenatore? Penso che..."
Sull'ipotesi di allenatore Del Piero analizza: "Se ascolti i miei ex compagni che oggi fanno gli allenatori ti diranno che io non potrò mai farlo! Li vedo distrutti, mi dicono ‘Ale c’è troppo da pensare, troppo casino, 24 ore al giorno’. Facendo il corso ho visto anche com’è cambiato il calcio oggi rispetto a quando ho iniziato. Ci sono dei numeri che lo fanno capire: ad esempio nei miei primi anni alla Juventus, e parliamo del top del top, avevamo 2 masso fisioterapisti, un dottore che non veniva tutti i giorni al campo, quattro di staff che comprendevano allenatore, vice allenatore, preparatore atletico e allenatore dei portieri, un segretario, un team manager, un addetto stampa e 23-24 giocatori. Oggi di staff che non sono calciatori ce ne sono più del doppio nella stessa squadra. Significa che sono raddoppiati: ci sono nuove figure, anche della società come match analyst o magari un’agenzia completa per la comunicazione.
L’allenatore oggi deve gestire molte più realtà, molte più persone: se c’è una cosa che si fa fatica a gestire sono le persone, devi avere un’esperienza tale anche per scegliere le persone, e spesso non le sceglie nemmeno tutte lui. Se io sarei in grado? Non ne ho la più pallida idea perché non l’ho mai fatto, se mi metterò nelle condizioni di farlo l’idea sicuramente mi stimolerebbe: quando vado allo stadio vedo certe partite con gli allenatori che escono vittoriosi, e sento anche ex compagni che a volte hanno questa cosa qua è stupendo. Devi pensare a tutto, e sapere che magari quello che hai pensato non serve a nulla: magari quello ti ha risolto la partita o quell’altro ha sbagliato il rigore, ci sono alti e bassi clamorosi, l’emotività che esce dalla partita è pazzesca. Non so se mi metterei nelle condizioni di farlo oggi, idealmente tra 1-2 anni sì ma non sento ancora il desiderio di: mi piace ciò che sto facendo, mi piace studiare altre situazioni oltre quella dell’allenatore come sto cercando di fare".

