Padovano su Del Piero e i compagni più forti
E il suo Del Piero? «Estremamente intelligente, estremamente bravo. E rispettoso: io avevo 29 anni, lui 21. Mi spiace che una figura come la sua non sia nel calcio che conta: per me è pronto a fare qualcosa di importante, a prescindere dal ruolo».
I più forti con cui ha giocato? «Zidane. Il numero uno in assoluto. Era introverso e timido. Deschamps, genio assoluto, a volte gli traduceva male le “cazziate” di Lippi».
Poi? «Beh, Del Piero anche qui. Poi Careca. E posso citare Dobrovol’skij al Genoa e Futre alla Reggiana. Peccato per quell’infortunio, era proprio forte».
Padovano sulla Juve di oggi
Cosa pensa della Juve di oggi? «Mi sembra un cantiere da troppo tempo. Dovrebbe strutturarsi con una dirigenza importante: ora pare un po’ ballerina. E considero riduttivo parlare sempre di 4° posto per la Juventus».
Della squadra? «Obiettivamente mediocre a livello di qualità: manca l’esperienza in mezzo al campo, servirebbero 5 o 6 giocatori di livello. Il talento c’è, va aggiunta anche personalità».
Giusto rinnovare Spalletti a giochi ancora aperti? «Mi era piaciuto quando è arrivato: 7 mesi e poi ne avrebbero riparlato. Per me doveva andare così, poi hanno avuto le loro ragioni».
Vlahovic lo rinnoverebbe, invece? «Io non confermerei nessuno di questi. La Juve era abituata a Trezeguet, farei invece carte false per Osimhen. Ma Dusan resta comunque un giocatore forte».
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