Damien Comolli è alla Juventus da giugno, Luciano Spalletti da ottobre. Nessuno dei due ha ancora compiuto un anno in bianconero, eppure sulle loro spalle pesa un fardello di cinque stagioni senza vincere un trofeo (sei senza scudetto). Un cerino acceso nel 2021-22 rischia di bruciare nelle loro mani nel corso dei prossimi dodici mesi. Questo non per dire che è colpa di chi è venuto prima (Comolli, quest’estate, ha sbagliato la campagna acquisti), ma per sottolineare come l’accumulo di annate balorde abbia saturato la pazienza del tifoso juventino (che conta le stagioni senza successi come gli anni dei cani, moltiplicando per sette!). Ecco perché la Juventus e la sua dirigenza stanno affrontando un’estate molto più cruciale di tutte quelle che l’hanno preceduta, l’urgenza di tornare a vincere è sempre più impellente e si è stretto ulteriormente il margine di errore concesso dall’ambiente.

Juve, l'obiettivo è tornare a vincere
In questo senso, sono molto importanti le parole di Comolli, le prime che suonano come programmatiche della prossima stagione. Puntare a costruire una Juve competitiva, a prescindere dalla qualificazione in Champions, significa aver capito che non c’è tempo per pianificare o seminare per un raccolto futuro, la Juve e il suo ambiente hanno bisogno di rivedere la squadra ai vertici. E che se proprio non riuscisse a vincere lo scudetto, quantomeno rimanga in lotta fino all’ultimo, senza abbandonare ogni ambizione e ogni traguardo tra gennaio e febbraio. Si registra un significativo allineamento tra John Elkann, Damien Comolli e Luciano Spalletti: questo non è garanzia di vittoria, ma rappresenta un’ottima e solida premessa, perché la condivisione di un progetto tra le componenti fondamentali di una società (proprietà, dirigenza e allenatore) è indispensabile per la riuscita del progetto stesso. Poi, si sa, i progetti sono sempre tutti belli e logici, mentre la loro messa a terra può drasticamente ridurne il fascino, la portata e l’efficacia. In sostanza: Comolli non deve sbagliare la campagna acquisti, peraltro delicata anche sotto il profilo economico. Poi ci deve pensare Spalletti che però, in questi mesi e nel corso della sua carriera, ha dimostrato di poter realizzare anche qualche sogno, non solo i progetti.
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