Sos Juve, il primo acquisto della prossima stagione è già un peso: svalutazione e minusvalenza

Per Openda è scattato il riscatto obbligatorio, ora l’impresa sarà venderlo: è dietro Milik nelle gerarchie

Damien Comolli lo ha annunciato in maniera chiara: «Il prossimo mercato della Juventus sarà ambizioso, con o senza qualificazione in Champions League», e non c’è motivo di non credergli. Perché a volte non è il budget, da solo, a fare la differenza. Contano le idee, perché si possono avere anche soldi, pure tanti, e poi spenderli male. A tale categoria appartiene l’operazione che ha portato a Torino l’estate scorsa Lois Openda: un affare per il Lipsia, che aveva ottenuto un accordo di prestito con obbligo di riscatto per una cifra complessiva di 46,4 milioni (3,3 di prestito più 800 mila euro di eventuali bonus, poi 40,6 milioni di riscatto più 1,7 di oneri accessori). Ebbene, le condizioni per l’obbligo sono scattate nell’ultimo turno di campionato, quando ormai l’aritmetica ha sancito che la Juventus, nella peggiore delle ipotesi, non potrà andare oltre il decimo posto: “conditio sine qua non” per il riscatto dell’attaccante belga, di fatto primo acquisto per la prossima stagione bianconera. Anche se Openda sarà probabilmente di passaggio in estate, in attesa di trovare una nuova destinazione dopo una stagione difficile da salvare, sotto tutti i punti di vista.

Juve-Openda, una relazione destinata a finire

Il problema, per la Juventus, sarà trovare un acquirente, qualche club pronto a investire sul futuro dell’attaccante che nella prima stagione in Italia ha raccolto numeri disastrosi: 993 minuti in 33 apparizioni in tutte le competizioni (Serie A, Champions e Coppa Italia) segnando appena 2 gol e sprofondando ai margini delle gerarchie di Luciano Spalletti, dietro anche ad Arek Milik. A gennaio Openda non è andato via semplicemente perché non poteva: avendo già disputato ad agosto delle partite ufficiali con la maglia del Lipsia, avrebbe potuto soltanto tornare indietro. Il belga è sparito dai radar e la svalutazione del cartellino esporrebbe il club bianconero al rischio - quasi la certezza - di una minusvalenza in caso di cessione a titolo definitivo in estate: bisognerà trovare una soluzione sostenibile, probabilmente in prestito.

In questo senso la dirigenza juventina può sperare nell’effetto Mondiale: a differenza dell’Italia, ci sarà il Belgio tra le Nazionali protagoniste e, nonostante tutto, Openda è stato sempre chiamato dal ct Rudi Garcia, anche di recente in tempi estremamente bui per l’attaccante, a questo punto legato alla Juventus fino al 2030 da un contratto che prevede uno stipendio di 4 milioni netti a stagione. Magari un Mondiale brillante potrebbe attirare qualche ammiratore e così alleggerire la Juventus da una delle operazioni di mercato oggettivamente meno illuminate degli ultimi anni.

 

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