Così lo Stadium Juve 'paga' Yildiz: ricavi top tra modernità e curva bonificata mentre altrove...

Dai diritti sul nome della struttura agli eventi, aumentare i profitti dell'impianto è diventato prioritario: ecco come si può fare sempre meglio

In mezzo a una Champions da rincorrere, c’è un lavoro invisibile, che però è altrettanto fondamentale, se non decisivo. La prossima partita della Juventus? Certo, il Bologna. Però pure sui ricavi bisognerà giocare a viso aperto. Del resto, è stato più recentemente uno dei campanelli di richiamo del presidente Gianluca Ferrero, che in un evento Luiss a Roma ha sottolineato come il fiore all’occhiello del club, ossia il suo impianto, stia cambiando pelle ancor prima di averne necessità. Funziona così, se si vuol restare al passo. E la Juve, almeno in quel senso, non fa eccezione. «Adesso lo stadio ormai ha più di 10 anni - le parole del numero uno bianconero -, quindi si investe per renderlo moderno. Tra questi aspetti c’è il tema della sicurezza: noi come Juventus applichiamo il concetto di gradimento per chi non si comporta bene. E con questo sistema e grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine la curva è stata bonificata: a noi è successo anni fa quello che sta capitando ora altrove e siamo intervenuti».

Allianz Stadium: i ricavi dell'impianto

Ecco, a proposito di interventi: solamente sul sistema di sicurezza, la società ha lavorato su una rete potenziata di 115 telecamere ad alta definizione, garantendo così una copertura a 360° dell’intero impianto. Impianto che negli ultimi anni ha battuto record su record, specialmente sulle presenze. Sin dalla sua inaugurazione, lo Stadium ha infatti generato 850 milioni di euro, con quasi 600 milioni arrivati solamente dalla biglietteria e dagli abbonamenti. C’è un altro dato però che balza all’occhio, e non è affatto secondario: dai “naming rights”, ossia dai diritti sul nome la Juve ha incassato ben 105 milioni di euro. E nei prossimi tre anni bisognerà ridiscutere l’accordo con Allianz, siglato nel 2017 e successivamente rinnovato per altri 7 anni nel 2023.

Juve, ricavi all'estero decisamente superiori

Dunque, tempo ce n’è. E possibilità ce ne saranno. Inutile aggiungerlo: altrove, chiaramente tra i grandi club, sui suddetti diritti si viaggia a cifre astronomiche, ben diverse dai 10 milioni (circa) all’anno destinati alla Juventus. Un esempio? Solamente per il periodo della ristrutturazione, il brand Spotify ha pagato il Barcellona per rinominare sin da subito il Camp Nou con il proprio marchio. Ora che lo stadio blaugrana è tornato pienamente in funzione, la cifra è lievitata attorno ai 20 milioni di euro. Poi c’è il Real Madrid, ormai convinto a cambiare il nome del mitico Santiago Bernabeu, con l’obiettivo di raggiungere quota 30 milioni. In Germania, nello stesso 2023, Allianz aveva rinnovato con il Bayern per 13 milioni annui e con un accordo decennale. Mentre in Italia resistono gli esempi di Reggio Emilia - da Mapei 3,75 milioni totali - e poi Bergamo, passato da Gewiss a New Balance per 700mila euro a stagione. C’è mercato, insomma. E che mercato.

Attraverso questi espedienti la Juve proverà ad aumentare i propri profitti. E qualcosa si è intanto visto nella scorsa estate: sui “diritti di nome” si può infatti giocare anche per le aree interne dello Stadium, il resto è diventato un gioco di postazioni premium. Aumentati di numero prima dell’attuale stagione, in questi anni hanno fruttato 70 milioni, nell’ultima annata ben 8. Praticamente, un anno di Yildiz.

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