Il mercato della Juve: piani, strategie e nomi. Da Bernardo Silva a Goretzka, l'agenda di Comolli e Spalletti

Il tecnico ha chiesto un instant team e anche l'amministratore delegato vuole tornare a vincere subito. Quindi caccia a giocatori pronti, esperti e con grande carattere. Meglio se a parametro zero...

TORINO - Bernardo Silva è più di un obiettivo. È il prototipo del progetto che hanno tratteggiato Comolli, Chiellini e Spalletti, che nel pianificare la prossima Juve sta avendo un ruolo determinante. Sì, tutti sono concentrati sulla conquista del quarto posto, è verissimo, non è retorica da conferenza stampa, ma è aprile inoltrato e non si può iniziare a fare mercato il 25 maggio, a campionato finito. Quindi, alla Juve, si sono messi al lavoro.

Cosa cerca sul mercato la Juve?

Spalletti ha firmato per altri due anni. Non ha l’ambizione di diventare il Ferguson juventino, ma quello che riporta bianconeri a vincere lo scudetto, per poi - come ha più volte detto - ritirarsi dal calcio. Insomma, l’idea di un “instant team”, per quanto la definizione non sempre abbia portato fortuna, è una notizia vera. La Juve non vuole seminare per raccogliere tra qualche anno e, peraltro, di giovani è piuttosto ricca. Manca, quasi completamente, la fascia di giocatori tra i 28 e i 34 anni, con esperienza, carattere e leadership. Quei giocatori che sono quasi sempre (e forse si può togliere il quasi) indispensabili per vincere il campionato.

 

 

Bernardo Silvia è l’ideale

Bernardo Silva, dunque, rispecchia perfettamente il modello che la Juve sta cercando. Trentun’anni, gli ultimi dieci passati al Manchester City, 116 presenze in Champions e i bicipiti allenati non solo in palestra, ma anche alzando trofei. Non rinnoverà con il City, vuole lasciare l’Inghilterra, ammicca all’idea di venire in Italia. Lo cercano in molti, non solo la Juve (Milan e Inter, per esempio), ma soprattutto c’è un problema di ingaggio, perché Bernanrdo Silva guadagna qualcosa come 10 milioni netti a stagione. Se volesse mantenere quel livello retributivo, per i parametri bianconeri ci sarebbero dei problemi. Tuttavia, non pagando il cartellino e ragionando con creatività, l’operazione Silva potrebbe essere messa in piedi. Anche perché, considerando il lordo, avrebbe un peso di 20 milioni a stagione sul bilancio, l’equivalente di un centrocampista da 40 milioni di cartellino e 5 netti di ingaggio (quindi non un Bernardo Silva…).

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il bilancio è un problema?

Il contenimento dei costi, in ogni caso, sarà il grande ostacolo nella prossima campagna acquisti. Comolli, nelle prime schermaglie di mercato, si è reso conto che la Juve ha ancora un eccellente appeal agli occhi di molti giocatori e che non fatica a convincerli ad aderire al progetto, quanto ad accontentarli economicamente. La qualificazione Champions sarà, in questo senso, determinante e anche alcune cessioni.

Cedere per fare cassa

Ma chi può cedere la Juve per ristrutturare la rosa e renderla da scudetto? Bremer è un nome caldo, anche perché si è scoperto che ha una clausola da 58,7 milioni e qualche club inglese interessato. E poi c’è la possibilità che sul mercato ci finisca Cambiaso, che ha richieste e viene seguito con attenzione dal Barcellona. Ovviamente è sul mercato Jonathan David, che essendo arrivato a parametro zero può garantire una sostanziosa plusvalenza anche se ceduto a cifre basse. E anche Openda, per il quale la juve sarà però costretta a cercare un prestito. Il sogno, poi, sarebbe trovare una sistemazione per Koopmeiners, anche accettando una cifra intorno ai 30 milioni, la metà di quanto è stato pagato due estati fa. L’operazione cessioni, comunque, non riguarderà i cosiddetti “asset” della rosa, cioè i giocatori che Spalletti ritiene indispensabili: Yildiz, in primis, poi McKennie, Locatelli, Kalulu e lo zoccolo duro della Juve da ottobre in poi.

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Gli altri obiettivi

Ovviamente non c’è solo Bernardo Silva, fra i parametri di spessore che sta cercando la Juve. Piace molto Pellegrini della Roma, Kessie (vecchio pallino di Comolli che piace anche a Spalletti), Schlager del Lipsia e il difensore centrale del Bornemouth Senesi, sul quale la Juve lavora da mesi e che si è complicato per la concorrenza inglese. C’è poi Lewandowski che, però, cozza con il progetto Bernardo Silva (troppi due maxi ingaggi insieme), ma non è ancora da archiviare. E Leon Goretzka del Bayern Monaco, altro trentunenne in scadenza che flirta con le italiane (non solo la Juve). Occhio infine a Zeki Çelik della Roma.

La punta e il portiere

Sì, ma ogni squadra da scudetto che si rispetti ha un portiere che non piglia gol e un centravanti che ne fa tanti: come si sta muovendo la Juve in questa direzione? Sul fronte del portiere c’è molto movimento. Uno tra Perin e Di Gregorio potrebbe lasciare la Juve, ma Spalletti terrebbe volentieri la coppia. Ritiene Di Gregorio affidabile e lo cambierebbe solo in caso di un grande campione, tipo Alisson del Liverpool che è in scadenza nel 2027 e tornerebbe volentieri dal suo maestro Spalletti. Per il centravanti c’è il nodo Vlahovic da sciogliere: il serbo sta trattando il rinnovo, ma non senza difficoltà. La sensazione è che resto alla Juve, ma nessuno mette ancora la mano sul fuoco. In quel caso la Juve cercherebbe comunque un altro centravanti per dare a Spalletti un’alternativa: Kolo Muani è un nome sempre molto caldo e le evoluzioni del mercato del Psg potrebbero rendere più possibile (e a cifre accettabili per la Juve), l’operazione. Kolo, da parte sua, aspetta: alla Juve si era trovato benissimo e ci tornerebbe di corsa.

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TORINO - Bernardo Silva è più di un obiettivo. È il prototipo del progetto che hanno tratteggiato Comolli, Chiellini e Spalletti, che nel pianificare la prossima Juve sta avendo un ruolo determinante. Sì, tutti sono concentrati sulla conquista del quarto posto, è verissimo, non è retorica da conferenza stampa, ma è aprile inoltrato e non si può iniziare a fare mercato il 25 maggio, a campionato finito. Quindi, alla Juve, si sono messi al lavoro.

Cosa cerca sul mercato la Juve?

Spalletti ha firmato per altri due anni. Non ha l’ambizione di diventare il Ferguson juventino, ma quello che riporta bianconeri a vincere lo scudetto, per poi - come ha più volte detto - ritirarsi dal calcio. Insomma, l’idea di un “instant team”, per quanto la definizione non sempre abbia portato fortuna, è una notizia vera. La Juve non vuole seminare per raccogliere tra qualche anno e, peraltro, di giovani è piuttosto ricca. Manca, quasi completamente, la fascia di giocatori tra i 28 e i 34 anni, con esperienza, carattere e leadership. Quei giocatori che sono quasi sempre (e forse si può togliere il quasi) indispensabili per vincere il campionato.

 

 

Bernardo Silvia è l’ideale

Bernardo Silva, dunque, rispecchia perfettamente il modello che la Juve sta cercando. Trentun’anni, gli ultimi dieci passati al Manchester City, 116 presenze in Champions e i bicipiti allenati non solo in palestra, ma anche alzando trofei. Non rinnoverà con il City, vuole lasciare l’Inghilterra, ammicca all’idea di venire in Italia. Lo cercano in molti, non solo la Juve (Milan e Inter, per esempio), ma soprattutto c’è un problema di ingaggio, perché Bernanrdo Silva guadagna qualcosa come 10 milioni netti a stagione. Se volesse mantenere quel livello retributivo, per i parametri bianconeri ci sarebbero dei problemi. Tuttavia, non pagando il cartellino e ragionando con creatività, l’operazione Silva potrebbe essere messa in piedi. Anche perché, considerando il lordo, avrebbe un peso di 20 milioni a stagione sul bilancio, l’equivalente di un centrocampista da 40 milioni di cartellino e 5 netti di ingaggio (quindi non un Bernardo Silva…).

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