Cannavaro tra i Galacticos
L'avventura al Real Madrid invece finisce direttamente nella categoria più alta, "Il cielo con un dito". "Io ho giocato alla Juve, all'Inter, al Napoli, società pazzesche. Però lì è come un film. Ritrovo Capello ed Emerson, c'era Cassano, ma è soprattutto il mondo Real Madrid: è un film. Oltre ad avere la storia che hanno i nostri club, loro hanno quel pizzico in più di cinema". Cannavaro traccia anche la distinzione tra la Serie A e La Liga di quegli anni: "La Liga è un concetto di calcio diverso. Io sono arrivato che ero abituato a giocare di reparto, sono dovuto tornare a giocare a livello individuale. Andavo a saltare convinto che dietro di me c'era Lilian e invece c'era una prateria. Dovetti resettare. Abituato a giocare palla nello spazio, lì palla forte addosso. Ci ho messo un po' per capirlo, poi è stata un'esperienza fantastica".
Il ritorno alla Juventus
La seconda esperienza in bianconero invece finisce nella categoria "Occasioni sfumate". "Mi chiama Alessio Secco e mi dice: 'Mi piacerebbe riportarti alla Juve'. Accettai subito perché avevamo un gurppo fantastico e una squadra forte, ma non era più la stessa Juve. I tifosi non mi avevano perdonato il fatto di essere andato via e non ero sceso in Serie B con loro, invece i compagni mi hanno accolto benissimo. C'era Giorgio (Chiellini) che comunque aveva iniziato con noi, poi dopo era arrivato anche Fabio (Grosso). Alla Juve era stato un ritorno in cui io credevo, poteva essere un'occasione importante. Sai, torni sempre alla Juve".