TORINO - Quando si vince è meglio, ma quando si vince e ci si diverte pure, allora è ancora meglio. Lo spirito che anima lo spogliatoio fa sorridere Luciano Spalletti, che non perde l’occasione di ricordare quanto i suoi giocatori «stiano bene insieme». Perché, come dice Lucio, «per un allenatore diventa fondamentale questo aspetto: alla Juve ci sono responsabilità e pressioni altissime, ma abbiamo una squadra che offre un buon calcio, il gruppo si vuole bene e i ragazzi sono disponibili a dividersi i momenti belli e brutti di una partita». Una condivisione che si vede nella compattezza di uno spogliatoio che è cresciuto nell’arco della stagione, anche grazie allo zampino di Spalletti. Il quale pubblicamente negherà sempre, ma ha contribuito a cementare il gruppo con il suo approccio, radicalmente diverso da chi l’ha preceduto.

L’armonia del gruppo e l’impatto sulle prestazioni in campo
In un collettivo di calciatori in cui mancano oggettivamente elementi dalla forte personalità e dall’acclarato carisma, regna tuttavia una armonia che si ripercuote con energia positiva sulle prestazioni. E poi quando arrivano le vittorie diventa tutto più semplice. A testimoniare questa sintonia di fondo c’è la galleria delle esultanze: l’ultima istantanea da immortalare arriva dalla fresca vittoria di domenica, di slancio contro il Bologna. Khephren Thuram giganteggia e poi aspetta l’arrivo dei suoi compagni: Kalulu, McKennie, David e tutti gli altri che si aggregano e parte l’esultanza che pare un ballo tribale. Ci aveva pensato il figlio d’arte a spiegare nel dettaglio significato e origine della celebrazione che ha incuriosito lo Stadium: è un omaggio a un rapper francese, Naza, mediamente poco conosciuto in Italia ma riferimento degli ascolti musicali di una consistente fetta di spogliatoio bianconero.
Le esultanze della Juve e il valore della coesione per il futuro
In principio c’era stata la corsa di tutta la squadra, panchina compresa, per abbracciare David a gennaio contro il Sassuolo: simbolica, per il momento che stava attraversando il canadese, e sentita. Da quel momento il gruppo si è inventato qualche altra trovata interessante per celebrare i gol, come quella del caffè per “bersi” il Napoli con protagonisti i soliti, Kalulu, David, Thuram, McKennie e Yildiz da special guest star.
Per Spalletti tale coesione è importante anche per definire le coordinate del prossimo futuro bianconero, quando ci saranno da conciliare le esigenze di bilancio (prosaicamente le cessioni per far cassa) con la necessità di coltivare e cullare un gruppo sano capace, anche, di divertirsi.
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