Alisson fuori portata, sale De Gea: come cambia la porta della Juve

La Fiorentina decisa a salutare definitivamente lo spagnolo: bastano 10 milioni per rilevarne il cartellino

TORINO - "Nella vita puoi sbagliare moglie ma non portiere e centravanti". Alla fine, vuoi o non vuoi, si ritorna sempre lì: alla massima trita e ritrita del genio di Pantaleo Corvino, quantomai attuale per chi - come la Juventus - ha in programma di rimettere mano alle proprie fondamenta tecniche. Lo vuole Spalletti, che ha accettato la missione bianconera pur sapendo di dover navigare a vista (tra defezioni strutturali nella rosa, e profili incompatibili con la sua idea di calcio) fino al termine della stagione; e lo vuole Damien Comolli, disposto a tutto pur di consegnargli le pedine del puzzle mancanti. Quelle che permetteranno alla Juventus - dopo anni e anni di purgatorio - di rialzare l’asticella sul piano delle ambizioni.

Dubbio Alisson

Non è dunque il caso di illudersi troppo di fronte alle ultime e incoraggianti prove di Perin e Di Gregorio, dal momento che in estate uno dei due farà sicuramente spazio al futuro leader della porta bianconera. Tutto fuorché un capriccio, quanto più una necessità tecnico-tattica emersa già nella finestra di mercato invernale e accantonata - poi - dallo stesso Spalletti per mancanza di fondi e abbondanza di urgenza altrove. Ma in estate, Champions permettendo, la Juve esaudirà i suoi desideri consegnandoli un centravanti (da capire chi tra i vari Lewandowski, Kolo Muani e Zirkzee) e un portiere. Se dipendesse solo da Lucio, non ci sarebbero grossi dubbi in questo senso: il sogno numero uno continua a coincidere con Alisson Becker, in uscita dal Liverpool, che ha scelto di puntare su Mamardashvili. Si tratta, però, di una pista più complicata di quanto si potesse credere fino a qualche settimana fa. Non tanto per il prezzo del cartellino (servono almeno una quindicina di milioni) quanto più per le pretese economiche del ragazzo tra ingaggio - in Premier percepisce 8 milioni netti l’anno - bonus alla firma e commissioni agli agenti. Da qui, lo scetticismo del suo stesso entourage, dopo una serie di colloqui avuti nelle scorse settimane con alcune big di Serie A, tra cui la Juventus. Motivo per cui sono al rialzo le quotazioni di David De Gea.

 

 

La pista De Gea

Il portiere spagnolo in estate, salvo dietrofront improbabili dell’area sportiva Viola, decisa ad abbassare monte ingaggi ed età media della rosa, lascerà Firenze. Il profilo, oltre a rispecchiare in pieno l’identikit tracciato da Spalletti, sarebbe tra i preferiti della dirigenza juventina. Anzitutto per una questione di costi: l’ingaggio (3.5 milioni più bonus) è tutto fuorché proibitivo, e da quanto filtra pare che la Fiorentina sia disposta a cederlo a una cifra irrisoria, vicina ai 10 milioni. Un bel compromesso tra le esigenze tecniche di Spalletti e le disponibilità economiche del club. Più defilata, ma comune viva, la pista che porterebbe a Guglielmo Vicario. L’Inter lo segue da tempo, ma al momento non vi è traccia di una trattativa vera e propria con il Tottenham. Gli Spurs, così come l’entourage del ragazzo, si sono presi del tempo per valutare ogni singola proposte. Gli estimatori sono diversi: oltre a Juve e nerazzurri, ci sarebbero infatti pure Roma e Fiorentina. Tutto aperto, insomma. Si tratterà di scegliere tra prestigio, solidità low cost, o investimenti futuribili. Nomi diversi per un unico imperativo: smetterla di far sì che ogni gol incassato possa trasformarsi in un processo alle intenzioni.

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