Pogba e la sua Juve, il Polpo torna a parlare: "Durante la finale di Champions ho pensato..."

L'ex centrocampista bianconero ha rivelato diversi retroscena: "Conte al primo incontro mi ha chiesto questo". E sulla frattura con Mourinho...

Quando si rispolvera il passato bianconero, le lacrime escono facilmente, soprattutto se tra li clip emergono le giocate di Pogba, ora in cerco di riscatto al Monaco. Una delle più grandi operazioni di mercato della storia della Vecchia Signora: un giovanissimo diventato campione e che ha vinto da protagonista anche un Mondiale con la Francia. Il suo ritorno a casa non è andato nei migliori dei modi nel 2022, ma i ricordi del centrocampista nei confronti di Madama sono tutti posititivi. E lo ha confermato nell’intervista concessa al podcast Rio Ferdinand Presents di Rio Ferdinand. Tra aneddoti, riflessioni e qualche giudizio destinato a far discutere, il centrocampista francese ha aperto uno squarcio su alcuni momenti chiave del suo percorso.

Il grande spogliatoio Juve

Nel ripercorrere gli anni in bianconero, Pogba non ha nascosto l’impatto emotivo vissuto fin dal primo momento: "Lo spogliatoio della Juventus era pazzesco. Mi ricordo che durante la finale di Champions League contro il Barcellona ho pensato: questa squadra è incredibileUn ricordo che restituisce il senso di un gruppo al culmine della sua forza, capace di arrivare fino all’ultimo atto della Champions League, perdendo proprio contro i blaugrana in una partita decisa anche dal mancato rigore concesso proprio per un fallo su Pogba, da parte di Dani Alves.

 

 

Poi Paul è rimasto ancora in bianconero per una stagione prima di dire addio per oltre 100 milioni con il passaggio al Manchester United e ritornare nel 2022, anche se a causa della squalifica per doping il suo ritorno a casa non è andato nel migliore dei modi. Il francese però nel corso dell'intervista ha svelato molti retroscena mai raccontati.

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Il retroscena su Conte e la svolta

Tra i passaggi più vividi dell’intervista c’è quello legato al primo incontro con Antonio Conte, raccontato come un momento quasi decisivo: "La Juve aveva appena vinto il campionato e prima di firmare ho incontrato segretamente Conte. Il modo in cui mi ha parlato, pazzesco. Mi ha messo a centrocampo con Asamoah, Vidal Marchisio. Mi ha chiesto: 'Pensi di poter giocare qui?' Io ho pensato: “Sì”, lui mi ha detto che era tutto".

 

 

Poi il racconto si è fatto più tecnico e personale: "Mi piaceva il fuoco che mi dava, mi metteva grinta. Ho iniziato ad allenarmi e stavo in panchina e tribuna, il calcio era diverso. Dopo la partita contro il Chelsea mi ha chiesto se fossi pronto. Poi quando sono entrato e ho segnato il gol contro il Napoli, è cambiato tutto. Lui mi ha fatto giocare di più, all’inizio giocavo da 6, poi mi ha spostato più avanti".

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Gli insegnamenti di Pirlo e Chiellini

Pogba ha giocato con tanti campioni, che durante l'intervista ha ricordato con piacere: "Pirlo è come una Rolls Royce. Puoi solo imparare da uno come lui". Poi ha aggiunto: "Mi sentivo molto a mio agio alla Juventus, quando sbagliavo Pirlo e Chiellini mi dicevano di non preoccuparmi e di stare nella mia zona, ho imparato a stare al mio posto. A fare gli scatti giusti, quindi questo mi ha aiutato a imparare. Loro controllavano la partita, quando hai giocatori così è più semplice. Pirlo raramente commentava degli errori, una volta ha perso due palloni pericolosi e continuava a chiedermi la palla. Mi è piaciuto giocare con Pirlo, Vidal, Marchisio ma anche con Matuidi".

Un altro tema al centro dell'intervista è stato il modo di allenarsi in Serie A rispetto alla Premier: "Alla Juventus ogni settimana si allenava la tattica così ogni giocatore sapeva esattamente cosa fare. Undici contro zero e lo facevamo quasi tutti i giorni. Mourinho invece ci faceva allenare in maniera opposta, dovevi risparmiarti in allenamento per dare tutto in partita". Due approcci opposti, due visioni del calcio che hanno segnato tappe diverse della sua carriera. E a proposito di Mourinho...

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I problemi con Mourinho

Sempre sullo Special One Pogba ha spiegato perché non è andato tutto rose e fiori: "All’inizio eravamo tranquilli, parlavamo molto, era divertente". Secondo la mezz'ala, uno dei fattori che ha inciso intorno a lui e al tecnico è stato il peso mediatico, con le continue domande sugli infortuni e il futuro: "Si parlava sempre di me, sempre Pogba… e questo probabilmente lo irritò". Poi il francese ha aggiunto: "Il rispetto per l’allenatore non è mai venuto meno. Sono loro a decidere, sono i capi. All'inizio eravamo molto rilassati, ci scambiavamo messaggi e cose del genere. È un tipo molto simpatico. È una persona divertente. È davvero speciale, a dire il vero. E, col tempo, credo che gli infortuni abbiano creato questa frattura".

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L’autocritica allo United e l'elogio a Bruno Fernandes

Nel capitolo dedicato al ritorno al Manchester United, Pogba non si è tirato indietro. Anzi, ha scelto la via dell’onestà, dimostrandosi autocritico: "Avevamo una grande squadra. Arrivò Zlatan e anche Mkhitaryan. Insomma, avevamo una squadra davvero forte. Ma in una formazione ci sono 11 giocatori, e sono sicuro che avrei dovuto fare di più, anche se non so se avrei potuto farlo".

Infine, uno dei passaggi più destinati a far rumore riguarda Bruno Fernandes: "Se metti Bruno nel City, finisce tra i primi tre del Pallone d'Oro, lo vince. Con le sue statistiche e il suo modo di giocare, in un altro top club sarebbe sul podio, punto. Parliamo di De Bruyne, Modric o Ozil, ma lui da centrocampista ha segnato più di Lampard in una singola stagione. È ovunque in campo, ha corsa, intelligenza tattica, gioca a uno o due tocchi, sa tirare. Chi ama questo sport rispetterà sempre Bruno Fernandes. Che il suo stile piaccia o meno è una questione di opinioni, ma i calciatori sanno perfettamente che lui è un top player".

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Quando si rispolvera il passato bianconero, le lacrime escono facilmente, soprattutto se tra li clip emergono le giocate di Pogba, ora in cerco di riscatto al Monaco. Una delle più grandi operazioni di mercato della storia della Vecchia Signora: un giovanissimo diventato campione e che ha vinto da protagonista anche un Mondiale con la Francia. Il suo ritorno a casa non è andato nei migliori dei modi nel 2022, ma i ricordi del centrocampista nei confronti di Madama sono tutti posititivi. E lo ha confermato nell’intervista concessa al podcast Rio Ferdinand Presents di Rio Ferdinand. Tra aneddoti, riflessioni e qualche giudizio destinato a far discutere, il centrocampista francese ha aperto uno squarcio su alcuni momenti chiave del suo percorso.

Il grande spogliatoio Juve

Nel ripercorrere gli anni in bianconero, Pogba non ha nascosto l’impatto emotivo vissuto fin dal primo momento: "Lo spogliatoio della Juventus era pazzesco. Mi ricordo che durante la finale di Champions League contro il Barcellona ho pensato: questa squadra è incredibileUn ricordo che restituisce il senso di un gruppo al culmine della sua forza, capace di arrivare fino all’ultimo atto della Champions League, perdendo proprio contro i blaugrana in una partita decisa anche dal mancato rigore concesso proprio per un fallo su Pogba, da parte di Dani Alves.

 

 

Poi Paul è rimasto ancora in bianconero per una stagione prima di dire addio per oltre 100 milioni con il passaggio al Manchester United e ritornare nel 2022, anche se a causa della squalifica per doping il suo ritorno a casa non è andato nel migliore dei modi. Il francese però nel corso dell'intervista ha svelato molti retroscena mai raccontati.

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