Pagina 2 | Quasi 300 milioni per una cantera da capolista: così la Juve salva il sistema

La filiera funziona. Eccome. Soprattutto grazie all’apparato che la Juventus negli anni è riuscita ad implementare: in questo senso la creazione della squadra B ha dato una mano a tutto il sistema Serie A. Già, perché i bianconeri riescono a sommare praticamente una rosa intera di giocatori che oggi fanno ancora parte del nostro massimo campionato. Da Vinovo, fra settore giovanile e Next Gen, sono passati complessivamente 27 elementi. Un numero molto elevato. Secondo Transfermarkt il valore di mercato dei canterani bianconeri si aggira intorno ai 286 milioni di euro. Dati notevoli, se si considerano in rapporto al resto delle big. Già, perché subito dietro la Juve c’è l’Atalanta: 20 giocatori, diventati adulti a Zingonia, oggi sono ancora in A.

Juve, chi c'è dopo

Terzo posto per l’Inter, a quota 19, seguito da Genoa e Toro (16). Poi, spicca il Milan a 15. In parte legati anche ai primissimi frutti raccolti dalla creazione del Milan Futuro, che spera in un pronto ripescaggio in Serie C per tornare nuovamente in una categoria più allenante: la crescita di Bartesaghi nel corso di questa stagione, dopo l’apprendistato in terza serie dello scorso anno, è figlia di un progetto stimolato dalla Juve nel lontano 2018. Figlio calcistico del Diavolo pure Camarda, ora al Lecce, ma anche il classe 2008 è passato dal Milan Futuro. Scherzo del destino, pensando alla sfida di San Siro di domenica sera, nelle file bianconere svetta il capitano Manuel Locatelli, cresciuto però nel settore giovanile rossonero.

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Juve, da Lirola a Soulé

Particolarmente florido, sì, per le annate ‘99 e 2000: hanno prodotto Bellanova, Pobega, Brescianini e Gabbia. Da Vinovo, in media, è transitato poco più di un giocatore di ogni singolo club di A. Basta guardare la classifica partendo dal basso: Pol Lirola, ora al Verona, non ha rispettato le tante aspettative intorno a lui, ma ha comunque un vissuto ad alti livelli. Nel Pisa spiccano Iling-Junior e Tourè, che sono stati dei pilastri della Next Gen. La risalita della graduatoria passa anche da nomi illustri: Matias Soulè della Roma, per buona parte dell’attuale dirigenza bianconera, è considerato un rimpianto alla Continassa.

Per la fatica fatta dallo scouting per trovarlo, dilapidata da una cessione frettolosa quasi due anni fa. Il Sassuolo è stato una succursale bianconera, ma i numeri ora restano comunque alti: ci sono Romagna, Boloca, Pedro Felipe, ma soprattutto Muharemovic, destinato a diventare un uomo mercato da qui a giugno.

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Fiorentina, colonia Juve

Anche la Fiorentina ha una bella colonia: dal veterano Rugani, passando per Mandragora e Fagioli, fino ad arrivare a Moise Kean, debuttante a 16 anni in Serie A con la casacca bianconera. In casa Juve è rimasta comunque una cerchia di un certo valore a disposizione di Spalletti: naturalmente Kenan Yildiz, ma anche Vasilije Adžić e Fabio Miretti. Il montenegrino si è sgrezzato in Next Gen l’anno scorso, mentre il classe 2003 ha compiuto una trafila lunghissima fino a sfondare il muro delle 100 presenze in Serie A.

Da non dimenticare Carlo Pinsoglio, terzo portiere: fondamentale per la lista Champions la sua presenza in rosa. I 27 giocatori che popolano il campionato, accomunati da un passaggio più o meno lungo a Vinovo, danno la dimensione di quanto la Juve riesca a nutrire il sistema. Non sono tutti pronti per indossare quella maglia, ma le altre sì. Anche grazie al cuscinetto della Next Gen: utile per chi può bruciare le tappe in fretta, ma vitale anche per i talenti “tardivi”. L’anno scorso, per esempio, esplose Nicolò Savona, classe 2003: in meno di 12 mesi di prima squadra è stato venduto a peso d’oro al Nottingham Forest.

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Juve, da Lirola a Soulé

Particolarmente florido, sì, per le annate ‘99 e 2000: hanno prodotto Bellanova, Pobega, Brescianini e Gabbia. Da Vinovo, in media, è transitato poco più di un giocatore di ogni singolo club di A. Basta guardare la classifica partendo dal basso: Pol Lirola, ora al Verona, non ha rispettato le tante aspettative intorno a lui, ma ha comunque un vissuto ad alti livelli. Nel Pisa spiccano Iling-Junior e Tourè, che sono stati dei pilastri della Next Gen. La risalita della graduatoria passa anche da nomi illustri: Matias Soulè della Roma, per buona parte dell’attuale dirigenza bianconera, è considerato un rimpianto alla Continassa.

Per la fatica fatta dallo scouting per trovarlo, dilapidata da una cessione frettolosa quasi due anni fa. Il Sassuolo è stato una succursale bianconera, ma i numeri ora restano comunque alti: ci sono Romagna, Boloca, Pedro Felipe, ma soprattutto Muharemovic, destinato a diventare un uomo mercato da qui a giugno.

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