Sbravati, tutti vogliono il top player Juve: il mercato del settore giovanile tra Inter e Roma (con Giuntoli)

L'ex Genoa, oggi Direttore Sviluppo bianconero, è accostato a due big della Serie A: in caso di addio si sceglierà la soluzione interna

Sì, è anche vero che poi tanti di ‘sti ragazzi non trovano spazio tra i grandi in Serie A, ma non è mica sempre così, perché generalizzare è semplice e consolatorio ma le eccezioni ci sono. Prendete, per dire, il settore giovanile della Juventus e vedrete come in questi anni sia riuscito a crescere un bel po’ di giocatori che sono arrivati in Serie A, o comunque tra i prof, e che ancora ci stanno comodi. Su Tuttosport, riprendendo una analisi di Transfermarkt, ne abbiamo dato conto giusto venerdì scorso: dalla Juventus, tra settore giovanile e Next Gen, sono passati ben 27 elementi che stanno ancora tra i prof. Un record in Italia, davanti ad Atalanta, Inter, Genoa, Torino e Milan. Nell’ordine. Una soddisfazione tecnica, ma anche una benedizione economica perché in questi anni di fatturati zoppicanti, le plusvalenze ottenute dalla vendita dei giovani sono una benedizione. Oltre che un merito perché, nonostante indagini bizzarre per non dire pretestuose, non si vede con che cosa dovrebbe “creare valore” un’azienda che produce calcio e che, quindi, alleva calciatori. Per sé e per gli altri.

La rivoluzione del settore giovanile

Ed è evidente che questa dinamica renda sempre più preziosi anche i dirigenti che si sono specializzati nel funzionamento di questa filiera tecnico-economica. La Juventus, in tal senso, è stata lungimirante e ha sviluppato la crescita di dirigenti come Federico Cherubini, Giovanni Manna (prima del salto in prima squadra e poi al Napoli), Claudio Chiellini, Massimiliano Scaglia e Gigi Milani che dalla scuola calcio bianconera è stato cooptato dalla Nazionale non appena uscito da Vinovo. Sì, perché i cambiamenti decisi da Cristiano Giuntoli avevano rivoluzionato anche la struttura del settore giovanile. L’allora ad bianconero, infatti, chiamò alla guida del settore giovanile un suo ex compagno di squadra ai tempi dell’Imperia, quel Michele Sbravati protagonista di un ottimo lavoro nei 21 anni di Genoa. E non è un caso, considerate le premesse di cui sopra, che proprio intorno alla sua figura si siano accese voci di mercato che neanche fosse un calciatore. Un altro segno dei tempi, se volete. Fatto sta che nelle scorse settimane era praticamente “cotto e mangiato” il trasferimento di Sbravati all’Inter, un altro club che da parecchio tempo sviluppa con impegno il lavoro sul settore giovanile.

Sbravati verso la Roma?

I contatti indubbiamente ci sono stati, ma la notizia di un accordo già raggiunto è risultata una indebita accelerazione, tanto è vero che Sbravati è ancora alla Juve e, di nuovo, è oggetto di un altro gossip di mercato. Stavolta le indiscrezioni portano verso la Roma, club che si appresta a vivere l’ennesima rivoluzione nei quadri tecnici. Una delle piste della rivoluzione giallorossa porta a Cristiano Giuntoli, appunto colui che aveva scelto Sbravati per il progetto bianconero e che lo considera perfetto anche in un club come la Roma che deve mantenere un equilibrio tra giocatori pronti e quelli giovani da valorizzare. Sbravati, lui, ascolta ed è ovviamente lusingato da queste attenzioni, ma non è del tutto convinto di lasciare un club strutturato come quello bianconero e un progetto già ben avviato. La Juve, invece, osserva e aspetta senza particolari ansie: nel caso di un addio dell’attuale responsabile sarebbe già pronta la soluzione interna, vale a dire il ritorno al vertice del settore giovanile di Massimiliano Scaglia.

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