Come para Daffara! La Juve lo vuole tra i grandi, la strategia della società e il piano sul futuro

Il baby portiere continua ad impressionare con la maglia dell'Avellino e proprio per questo dalle parti della Continassa stanno studiando le mosse per consacrarlo definitivamente

Riflettori puntati su Giovanni Daffara. Ancora una volta. Il portiere classe 2004 di proprietà della Juventus, ma in prestito all’Avellino, è stato protagonista assoluto nell’ultimo turno di Serie B, seppur per gli irpini sia arrivata una sconfitta contro l’Empoli. Il motivo è presto detto: doppia parata su rigore battuto da Shpendi e fatto ripetere dal direttore di gara. È questa la scena che finisce inevitabilmente negli highlights del match, ma la sua prestazione è fatta di diversi interventi decisivi che hanno tenuto accesa la fiammella della speranza della sua squadra fino alla fine. E dalle parti di Avellino anche quelli che a inizio stagione erano più scettici adesso concordano: se la compagine campana resta attaccata al treno dei playoff il merito è anche – e non di certo in percentuale ridotta -, dei guantoni di Daffara. “Fa piacere che poi gli ho parato anche il secondo – ha raccontato -. Lì poi si entra anche in giochi psicologici con l’avversario e sono stato bravo”. Ed è stato bravo, eccome. Bravo come lo è stato nel corso di tutta la stagione, quella che doveva essere di formazione. La stagione che ti dice davvero chi sei e cosa puoi essere al di fuori di quelle alte mura che delimitano il centro sportivo di Vinovo e tengono all’esterno tutto ciò che può infastidire la crescita dei giovani talenti.

Iannarilli: "Ci spinge a superarci"

A velocizzare questo processo c’è stata anche la competizione interna con l’esperto Iannarilli: “Ci spinge a superarci. È una cosa bella, fa piacere”. Daffara ha cominciato la stagione da secondo, per poi trovare titolarità e continuità dalla fine di ottobre ad aprile. Dopo le ultime panchine, proprio contro l’Empoli ha ritrovato il posto nell’undici iniziale e la risposta non poteva essere migliore. D’altronde, questa per il classe 2004 sembra essere una vera e propria specialità. Partire dietro nelle gerarchie, aspettare l’occasione giusta, sfruttarla al meglio e poi prendersi i gradi di primo portiere. Successe lo stesso nelle giovanili della Juve quando, partito da secondo in Primavera, terminò la stagione come titolare della Next Gen. Complici diversi infortuni, è vero, ma bisogna meritarla comunque la scalata e lui lo ha fatto in campo. E allo stesso tempo si è meritato la convocazione con l’Italia Under 21, la sua prima volta. Chiamata di Silvio Baldini che è arrivata a marzo per le gare di qualificazione agli Europei di categoria. La Juventus continua a tenere più di un occhio puntato in direzione Avellino e lo fa con un ghigno soddisfatto stampato in faccia.

La Juve si tiene stretto Daffara

L’intenzione del club bianconera è chiara: tenere la proprietà di Daffara. Non è un caso, infatti, che nell’accordo con l’Avellino la Juventus si sia riservata un diritto di controopzione che permetterà di non perdere il giocatore nel momento in cui gli irpini faranno scattare la loro opzione di acquisto. Volontà, quella bianconera, che è già stata ampiamente manifestata nei mesi scorsi, con il calciatore e con il suo entourage. Lavori in corso per il rinnovo di un contratto che ad oggi è in scadenza il 30 giugno 2028. Dialoghi tra le parti per ampliarla e riconoscere anche dal punto di vista economico la posizione di giovane in rampa di lancio. E poi? E poi il piano della Juventus è quello di osservarlo da vicino, in Serie A. Un prestito che possa essere propedeutico a testarlo nella massima serie e poi decidere se riportarlo alla base. Dove? Le opzioni non mancano e le decisioni sono rimandate. Nel frattempo, dall’estero hanno bussato alla porta per un trasferimento a titolo definitivo. Al momento hanno trovato chiuso.

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