L'analisi di Luciano Spalletti è amara. Il pareggio col Verona, del resto, lascia proprio il gusto di una grande occasione persa. Di una chance sprecata che rischia di mettere non poca apprensione nella gestione delle ultime tre fatiche della stagione. Intanto, però, per una navigazione sicura l'anno prossimo ha già scelto di mettere le mani avanti. Individuando un'area di miglioramento sulla quale la società sta già lavorando: «Ci manca un po' di qualità vera nell'angusto, nella palude della trequarti». Lucio dettaglia l'esigenza. Sembra che parli a nuora perché suocera intenda: «Ci manca quello che è il trequartista bravo a giocare nello stretto, perché poi lì davanti all'area di rigore avversaria diventa una zona paludosa e se non ti riescono delle cose vai a forzare qualche giocata, aumentando il nervoso e le difficoltà». L'identikit porta dritto a Bernardo Silva, un asso che la Juve sta già seguendo da settimane. Una corsa che non si è mai fermata e che proseguirà. Anzi, se possibile verrà intensificata per cercare di battere al fotofinish la nemica numero uno della trattativa che può portare il portoghese del City a Torino: il Barcellona.
Juve, le difficoltà contro il Verona
Incognita enorme, persino più grande di un cambio di vita che non ha ancora fatto breccia nel cuore del classe '94: Mls e Saudi Pro League sono opzioni al momento meno calde rispetto a quella blaugrana. Spalletti, anche con le considerazioni fatte pubblicamente, lavora per far sì che il club lo assecondi. Vuole a tutti i costi evitare di restare in braghe di tela in una stagione in cui pretende di far tornare a competere la Juve. E, no, non più per un biglietto per la Champions League. Contro il Verona, il tipo di giocatore che chiede Spalletti ha puntualmente sbattuto sul muro gialloblù. Il primo è stato David: ha agito qualche metro indietro rispetto a Vlahovic, cercando di andare a ricevere palla tra le linee. Senza fortuna e produttività, senza mai lasciare tracce tangibili.
Bernardo Silva, solo se...
Il secondo che ha provato ad approcciarsi al ruolo più delicato di tutti è stato Miretti: due tentativi da fuori area non andati a bersaglio, uniti però ad una quantità smisurata di appoggi sbagliati per i compagni a rimorchio. Infine Yildiz. Indietro sul piano fisico e stretto in un abito che lo porti lontano dalla sua zona di comfort, ovvero quella fascia sinistra che quando sta bene sa renderlo devastante come pochi in Europa. La Juve non ha solo bisogno di un Bernardo Silva, ma proprio di Bernardo Silva. Per qualità, personalità e mentalità. Manca un campione della sua statura per compiere un passo verso la competitività in chiave scudetto. I dialoghi con Jorge Mendes sono settimanali. Ma tutto, prima ancora che dall'agente più potente del mondo, passerà dal giocatore. Dal fascino che la Juve saprà esercitare solo col quarto posto in tasca.
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