Pagina 3 | Bremer, dalle frasi all'errore col Verona: incognita futuro e quel gesto dalla Juve che non è arrivato

TORINO - L’ultima immagine di Gleison Bremer in campo di sicuro non è rappresentativa del suo valore. Indiscutibile, sia chiaro: resta tra i centrali migliori al mondo. Passaggio elementare sbagliato, ne approfitta Bradaric che serve Bowie: il Verona rompe gli indugi all’Allianz Stadium e costringe la Juve a giocare una partita di rincorsa, la caratteristica di gran lunga meno adatta alle corde bianconere. Il primo ad essersi reso conto dell’errore, al di là delle colpe in parte condivise con un Di Gregorio non particolarmente reattivo nella circostanza, è stato lo stesso difensore. Ha chiesto scusa praticamente subito: in campo, alla squadra nello spogliatoio e persino lunedì alla Continassa. Oltre alla frase, quella dedicata ai tifosi, affidata ad un post su Instagram: “Complice un’incomprensione ho sbagliato io. Mi prendo la responsabilità senza alibi. Dovevo fare meglio. Ora più uniti che mai, fino alla fine”. La schiettezza gli fa onore, allo stesso modo il senso di responsabilità dimostrato. Bremer sa di essere un leader.

Le ambizioni di Bremer e il desiderio di vincere con la Juve

Prima di Milan-Juve non aveva utilizzato molti giri di parole per descrivere il proprio stato d’animo: “Sono 6 anni che la Juve non vince e questo non può succedere: mi trovo bene qui, ma l’importante è tornare a vincere. È quello che ti rende un campione. Ho 29 anni, non ho ancora tanto tempo e voglio vincere”. Tempistiche non certo fortunate, quelle che l’hanno portato a commettere un errore decisivo contro il Verona. Ma le considerazioni di Bremer non erano comunque vuote di significato, anzi nascondevano persino un leggero malessere.

 

 

Con origini più lontane rispetto ai fatti di campo, che va ricercato nella strategia Juve sui rinnovi di contratto. Il club, del resto, ha bussato alla porta di quasi tutti i propri punti fermi: il primo è stato Kenan Yildiz, poi McKennie, passando per Spalletti e completando l’opera con Locatelli. C’è ancora Vlahovic in fase di stallo, ma i dialoghi sono già iniziati pure con Thuram e Kalulu.

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Rinnovo di contratto: la posizione della Juve su Bremer

Con Bremer, invece, ogni discorso è sostanzialmente bloccato, nonostante le prestazioni negli anni l’abbiano reso una certezza granitica. Nessuno ha bussato alla porta del brasiliano per ritoccare l’attuale accordo: l’ultimo a cambiare la durata era stato Cristiano Giuntoli ad agosto 2024, allungando l’accordo fino al 2029. Con uno stipendio da circa 5 milioni a stagione. Ecco, Gleison ha sperato che la Juve si facesse sentire anche con lui, cosa che finora non è ancora accaduta.

 

 

Il giocatore sente che la conferma di Spalletti, sul piano delle ambizioni, abbia cambiato gli orizzonti: proprio per questo sarebbe felice di restare a Torino con la garanzia che il futuro prossimo sia ambizioso, con l’auspicio che la Juve possa strutturarsi in maniera da competere per lo scudetto l’anno prossimo. La società, invece, per Bremer temporeggia. Per motivazioni tecniche, economiche e di prospettiva.

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Futuro Bremer tra mercato, clausola e riscatto in campo

Per quanto riguarda il primo aspetto, non è un mistero che il club cerchi un centrale che spicchi nella capacità di impostare il gioco (al netto dell’89,5% di passaggi riusciti del classe ‘97, dato estrapolato dalla stagione attuale). Sotto il profilo economico, poi, i 29 anni compiuti il 18 marzo da Gleison sono oggetto di riflessioni: questa, infatti, può diventare l’ultima estate nella quale poter perfezionare una plusvalenza per il brasiliano. Soprattutto se un qualsiasi club italiano o estero si presentasse coi 58 milioni della clausola entro il 10 agosto: a quel punto, la Juve non dovrebbe neppure negoziare la sua cessione.

 

 

Il tema della prospettiva, invece, è legata a doppio filo all’adattabilità al calcio di Spalletti: quello di Bremer, che oltretutto è reduce da due anni complessi a livello fisico, non è l’identikit ideale per sviluppare le idee dell’allenatore. Ecco perché, di fronte ad un’offerta importante di una big del calcio europeo, la Juve drizzerebbe le antenne. Prima del Mondiale, ma soprattutto dopo, visto e considerato che Bremer può diventare protagonista al centro della difesa del Brasile di Ancelotti. Esiste un mal di pancia, sì, che solo il campo può curare subito: l’orgoglio ferito contro il Lecce sarà la leva per l’immediato riscatto.

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Futuro Bremer tra mercato, clausola e riscatto in campo

Per quanto riguarda il primo aspetto, non è un mistero che il club cerchi un centrale che spicchi nella capacità di impostare il gioco (al netto dell’89,5% di passaggi riusciti del classe ‘97, dato estrapolato dalla stagione attuale). Sotto il profilo economico, poi, i 29 anni compiuti il 18 marzo da Gleison sono oggetto di riflessioni: questa, infatti, può diventare l’ultima estate nella quale poter perfezionare una plusvalenza per il brasiliano. Soprattutto se un qualsiasi club italiano o estero si presentasse coi 58 milioni della clausola entro il 10 agosto: a quel punto, la Juve non dovrebbe neppure negoziare la sua cessione.

 

 

Il tema della prospettiva, invece, è legata a doppio filo all’adattabilità al calcio di Spalletti: quello di Bremer, che oltretutto è reduce da due anni complessi a livello fisico, non è l’identikit ideale per sviluppare le idee dell’allenatore. Ecco perché, di fronte ad un’offerta importante di una big del calcio europeo, la Juve drizzerebbe le antenne. Prima del Mondiale, ma soprattutto dopo, visto e considerato che Bremer può diventare protagonista al centro della difesa del Brasile di Ancelotti. Esiste un mal di pancia, sì, che solo il campo può curare subito: l’orgoglio ferito contro il Lecce sarà la leva per l’immediato riscatto.

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