Il conto alla rovescia verso il Mondiale casalingo è già iniziato e McKennie non ha nascosto emozioni e ambizioni. Il centrocampista della Juve ha parlato ai canali FIFA raccontando cosa significhi per lui disputare una Coppa del Mondo davanti ai propri tifosi, tra famiglia, amici e la possibilità di lasciare un segno nella crescita del calcio negli Stati Uniti. Dalla voglia di trascinare il gruppo alla fiducia nel lavoro di Mauricio Pochettino, passando per le aspettative sulla nazionale americana e il rapporto con la pressione, Weston ha tracciato il ritratto di una squadra che vuole sorprendere.
Il Mondiale in casa e il ruolo di McKennie
"Quando penso a questi Mondiali, direi che la prima cosa che mi viene in mente è 'casa'. Giocare in casa, la famiglia, gli amici, tutti quelli che di solito non hanno la possibilità di vederti giocare dal vivo e ora hanno l'occasione di farlo" - ha spiegato McKennie ai canali FIFA. Poi ha proseguito: "Come vedo il mio ruolo in questo gruppo? Prima di tutto, è quello di fare ciò che mi riesce meglio, ovvero dare energia, portare un po' di allegria e cose del genere alla squadra, ma anche assicurarmi che tutti capiscano che c’è un lavoro da svolgere: scendere in campo, vincere le partite e provarci, essere un punto di riferimento in campo e aggiungere quella piccola scintilla di energia.

Come sarà questo Mondiale rispetto all'ultimo che ho giocato? Il primo in Qatar è stato un sogno che si è avverato perché sono cresciuto con il desiderio di giocare in un Mondiale e di rappresentare la nazionale e da bambino non pensi mai davvero che sarai su quel palcoscenico. E poi, poterlo fare in casa sarà sicuramente un'esperienza fantastica".
La crescita del calcio in USA
McKennie ha poi spiegato come il calcio stia crescendo in America e come la manifestazione possa contribuire: "Con i Mondiali che si svolgono in casa, penso che possiamo fare la differenza. Chi ci ha preceduto ha fatto la propria parte. Noi giocatori che siamo cresciuti in questo ambiente abbiamo in un certo senso raccolto il testimone e ora stiamo cercando di far crescere questo sport negli Stati Uniti. Rispetto al football americano, al baseball e al basket, il calcio è un po' in secondo piano, ma ho la sensazione che ora, con tutti i cambiamenti in atto, il calcio stia crescendo molto di più e credo che avremo una grande influenza e una grande opportunità per cambiare la percezione del calcio negli Stati Uniti".