Comolli rischia, Spalletti incontra Elkann, i giocatori vanno via: Juve sotto accusa

Il disastro contro la Fiorentina rende quasi impossibile la qualificazione in Champions e crea un buco da 80 milioni: la proprietà ragionerà sulle prospettive future

E adesso tutti (o quasi) sono in discussione. Si preannunciano giorni ad altissima tensione dalle parti della Continassa, là dove anche dai muri trasuda la pressione per i risultati da raggiungere e, a maggior ragione, per quelli sfumati. Una pressione che si riverbera sui dirigenti, prima ancora che sui giocatori. Al vertice della piramide, quindi esposto più che mai ai venti di crisi, c’è quel Damien Comolli arrivato all’inizio di questa stagione scortato (e soprattutto auto-sostenuto) dal mantra del Moneyball, l’uso dei dati applicato (fin troppo) sistematicamente al calcio.

 

 

Il problema è che i database non hanno evitato, anzi, i flop di mercato e il fallimento dell’obiettivo minimo stagionale: che questo epilogo non ne metta immediatamente in crisi la posizione è determinato “solo” dal fatto che è stato scelto personalmente da John Elkann che, dicono, vorrebbe evitare di cambiare nuovamente i vertici societari dopo appena un anno. Se, però, la mancata qualificazione Champions dovesse rendere necessaria una ulteriore ricapitalizzazione, ecco che la posizione di Comolli diventerebbe davvero difficile da sostenere.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La questione del tecnico è delicata

Non un dettaglio perché, in questo anno torinese, il dirigente francese ha già piazzato molti suoi uomini nei gangli operativi del club. È probabile che a prescindere dalla sua conferma, Comolli si occupi comunque sempre meno di mercato, anche perché il feeling con Luciano Spalletti non è, in tal senso ma neppure in quello più vasto, precisamente affinato. Ecco, la questione del tecnico è delicata: il club, soprattutto a cominciare dallo stesso Elkann, crede in lui tanto da avergli rinnovato il contratto (fino al 2028) prima di aver intascato la qualificazione Champions. Il rapporto tra i due è stretto, personale, costante e l’azionista di riferimento è fermamente convinto di aver individuato nel tecnico toscano l’uomo giusto a cui affidare il progetto per il ritorno rapido, se non immediato, alla vittoria. Aver deluso (a meno di miracoli, certo) le aspettative è un peso che Spalletti si porta addosso ed è per questo che ha dichiarato di voler «parlare con Elkann»: non ha intenzione di ripartire con i dubbi e, soprattutto, intende avere certezze sui programmi tecnici e di mercato. Di calcio parlerà con Giorgio Chiellini che, di suo, è saldo ma che già deve sovrintendere le questioni politiche (è consigliere federale e tiene rapporti con Fifa, Uefa, Eca...): non è ubiquo e nemmeno si occupa di mercato.

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Tante uscite

Per questo resta Marco Ottolini, arrivato a gennaio, mentre è tutt’altro che salda la posizione di François Modesto, attualmente inquadrato come direttore tecnico. Insomma: Spalletti gradirebbe un “uomo di campo” che lo aiutasse nel mercato e nella gestione. Anche perché ci sarà molto da lavorare sul fronte delle uscite, dopo le valutazioni del tecnico: sicuri partenti Di Gregorio, Koopmeiners, David, Openda, Cabal, Gatti. Ma nessuno è davvero incedibile, anche coloro che hanno appena rinnovato i contratti: alla Continassa si registra un via vai di procuratori che ascoltano le direttive del club e che escono dalla sede con il mandato per cercare club interessati ai loro assistiti. Sì, si preannunciano settimane ad altissima tensione, altro che giorni...

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E adesso tutti (o quasi) sono in discussione. Si preannunciano giorni ad altissima tensione dalle parti della Continassa, là dove anche dai muri trasuda la pressione per i risultati da raggiungere e, a maggior ragione, per quelli sfumati. Una pressione che si riverbera sui dirigenti, prima ancora che sui giocatori. Al vertice della piramide, quindi esposto più che mai ai venti di crisi, c’è quel Damien Comolli arrivato all’inizio di questa stagione scortato (e soprattutto auto-sostenuto) dal mantra del Moneyball, l’uso dei dati applicato (fin troppo) sistematicamente al calcio.

 

 

Il problema è che i database non hanno evitato, anzi, i flop di mercato e il fallimento dell’obiettivo minimo stagionale: che questo epilogo non ne metta immediatamente in crisi la posizione è determinato “solo” dal fatto che è stato scelto personalmente da John Elkann che, dicono, vorrebbe evitare di cambiare nuovamente i vertici societari dopo appena un anno. Se, però, la mancata qualificazione Champions dovesse rendere necessaria una ulteriore ricapitalizzazione, ecco che la posizione di Comolli diventerebbe davvero difficile da sostenere.

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