“Crollo Juve e boomerang Spalletti, dategli Al Pacino. Se penso a Sinner…”

Il mental coach Ricci: "Giocatori bianconeri in crisi perché era tutto nelle loro mani"

TORINO - Marco Valerio Ricci allena la mente. È uno dei più illustri specialisti italiani nella Programmazione Neuro Linguistica, con un’esperienza ventennale nello sport. È rimasto colpito, anche lui, dalla convulsa domenica della Juve.

Come si spiega un crollo del genere?
«Sicuramente non era preventivata l’incapacità da parte della squadra di reagire. Spalletti ha spinto molto per creare consapevolezza, facendo vedere ai giocatori tanti spezzoni delle cose buone fatte. Ma questo approccio può rivelarsi un boomerang quando la mentalità dei singoli non è strutturata».

In che senso?
«Perché la motivazione è intrinseca. L’era del motivatore all’americana è finita, le dinamiche con le nuove generazioni sono diverse. Anche perché gli atleti di oggi gestiscono in maniera diversa la pressione emotiva. Sotto pressione, fanno più fatica a mostrare resilienza».

 

 

Spalletti, mentalità allenata e Sinner

C’è una frase di Spalletti del post partita che l’ha fatta riflettere sulle difficoltà di mentalità del suo gruppo?
«Sì, quando ha parlato di “partita della vita”, attribuendo questo slogan ai media. Significa che in qualche modo immaginava che non tutti avrebbero saputo reggere il pensiero di avere il destino nelle proprie mani contro la Fiorentina».

Esiste un modo per allenare la mentalità?
«Sicuramente si può differenziare l’approccio giocatore per giocatore. Molte squadre, nel draft Nba per esempio, fanno fare il test delle spinte motivazionali intrinseche ad ogni singolo. Ed è un modello applicabile al calcio: l’ho già utilizzato nel supporto agli allenatori. La tranquillità emotiva è la chiave per esprimere le proprie potenzialità al meglio».

Ha un esempio pratico di come gestire lo stress?
«Penso a Sinner: ci sono espressioni facciali e gestualità che dicono al corpo di calmarsi. Esistono delle tecniche ad hoc. Anche negli sport di squadra si può fare, l’obiettivo di un allenatore deve essere quello di tracciare il profilo motivazionale di ogni singolo giocatore, così da modulare la comunicazione one to one».

Passata la tempesta contro la Fiorentina, come può ripartire la Juve domenica?
«Dal divertimento nel fare il proprio lavoro. Devono godersi il momento, senza pensare a passato e futuro. Ora nulla dipende più dalla Juve. Se i giocatori capiscono di poter entrare in campo più leggeri, allora sapranno gestire la tensione del momento. Possono giocare più liberi sapendo che tutto il peso del fine settimana sarà nelle mani di Milan, Roma e Como. Farei vedere loro il video motivazionale di “Ogni maledetta domenica” di Al Pacino». 

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus