Spalletti la gioca così: l'arma segreta Juve per il derby senza i big e con chi può incornare il Toro

Occhio alle distrazioni: stasera si sfideranno le due squadre di Serie A che hanno subito più gol innescati da propri errori, cosa può succedere a livello tattico

Una per la gloria (e per fare un dispetto ai bianconeri), l’altra per sperare fino all’ultimo di entrare in Champions (aspettando buone notizie da Verona e Milano). Così si presenta ai nastri di partenza uno dei derby della Mole più interessanti degli ultimi anni. Sul piano tattico si affrontano due proposte di gioco diverse e questo potrebbe contribuire allo spettacolo. Da una parte infatti c’è il solido Toro di D’Aversa, tecnico chiamato a raddrizzare la barra dopo l’infelice esperienza con Baroni in panchina. Dall’altra la Juventus di Spalletti, con una identità già chiara, ma priva della continuità che sarebbe stata necessaria per arrivare all’ultima giornata senza dover sperare nei passi falsi degli altri per agganciare l’Europa che conta.

Possesso palla a confronto

Sulla base di quanto visto fino a oggi e anche per necessità di classifica, a fare la partita dovrà essere la Juve. Non una novità per una formazione che, in base ai dati forniti da Opta, registra una media del 57,6% in termini di possesso. Il Torino, da parte sua, ha una media del 44,2%. Andando più nello specifico, la fase di possesso bianconera tende a partire da una costruzione a quattro, per poi svilupparsi a tre con modifiche che possono essere diverse a seconda del contesto.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Le mosse di Spalletti

Partendo da una probabile linea Kalulu, Gatti, Kelly, Cambiaso, gli sviluppi della Juventus dovrebbero quindi prevedere l’avanzata del terzino sinistro sulla linea dei centrocampisti con Kalulu più stretto oppure la contemporanea salita dell’ex milanista con l’abbassarsi di Locatelli fra i due centrali di difesa. Per aprire il 5-3-2 difensivo granata sarà importante per la Juve riuscire a muovere i riferimenti avanzati. Questi dovrebbero essere, da destra a sinistra, Conceição, McKennie, David, Boga e Cambiaso, con questi ultimi due che potrebbero scambiarsi in alcune circostanze il canale verticale di riferimento (laterale e mezzo spazio sinistro). Senza Vlahovic la Juve sarà priva di quel centravanti fisico più volte invocato da Spalletti. Per questo motivo sarà importante riempire l’area anche con McKennie. Con David, Spalletti ha comunque un elemento in grado di lavorare bene palla sulla trequarti; l’importante sarà riuscire ad attaccare la profondità alle spalle del canadese. Contro questo atteggiamento, è verosimile ritenere che il Toro opporrà un blocco difensivo medio-basso, cercando comunque di non farsi schiacciare troppo. In contropiede qualche occasione i granata l’avranno, magari sfruttando la palla in profondità verso Simeone e Zapata o quella diretta sul corpo di uno dei due, con l’altro (e i centrocampisti) pronti a rimorchio. Il problema per la Juventus è proprio la gestione del contropiede avversario.

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Juve, errori ripetuti

Molte volte in stagione infatti la squadra di Spalletti è ricaduta in una serie di errori che si sono ripetuti: controllo della partita con creazione di occasioni poi non sfruttate per poi prendere gol al primo errore, di solito in occasione del primo tiro in porta subito. In questo senso, i bianconeri dovranno non solo difendere bene, ma attaccare bene, costruendo una struttura che consenta loro di riaggredire con molti uomini nella zona di perdita del possesso. Di contro, il Torino dovrà essere abile a far uscire velocemente la sfera dalla zona di riconquista, in modo da armare rapidi contropiede. Nelle fasi in cui i padroni di casa palleggeranno, l’arma tattica potrà essere la posizione di Pedersen. Il norvegese può diventare l’uomo in più nel primo possesso, così come sarà deputato a offrire ampiezza in zone più alte di campo. L’altro uomo importante è, ça va sans dire, Vlasic. Il croato è il giocatore che può sparigliare le carte e creare apprensione nell’assetto difensivo juventino.

Se D’Aversa riuscirà a fargli ricevere un numero decente di palloni alle spalle dei mediani bianconeri e se il numero 10 saprà farsi trovare con la giusta postura del corpo per giocare in verticale, a quel punto la Juve potrebbe essere nei guai. A tal proposito bisognerà vedere se Spalletti chiederà a Locatelli di tenerlo d’occhio o se, invece, favorirà la rottura della linea arretrata, con un centrale pronto a saltare fuori per provare a limitarlo. Entrambe le squadre dovranno poi evitare i regali: in base ai dati Opta le due torinesi sono le prime due squadre della Serie A per errori commessi che hanno portato a subire un gol (13 il Toro, 11 la Juve).

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Una per la gloria (e per fare un dispetto ai bianconeri), l’altra per sperare fino all’ultimo di entrare in Champions (aspettando buone notizie da Verona e Milano). Così si presenta ai nastri di partenza uno dei derby della Mole più interessanti degli ultimi anni. Sul piano tattico si affrontano due proposte di gioco diverse e questo potrebbe contribuire allo spettacolo. Da una parte infatti c’è il solido Toro di D’Aversa, tecnico chiamato a raddrizzare la barra dopo l’infelice esperienza con Baroni in panchina. Dall’altra la Juventus di Spalletti, con una identità già chiara, ma priva della continuità che sarebbe stata necessaria per arrivare all’ultima giornata senza dover sperare nei passi falsi degli altri per agganciare l’Europa che conta.

Possesso palla a confronto

Sulla base di quanto visto fino a oggi e anche per necessità di classifica, a fare la partita dovrà essere la Juve. Non una novità per una formazione che, in base ai dati forniti da Opta, registra una media del 57,6% in termini di possesso. Il Torino, da parte sua, ha una media del 44,2%. Andando più nello specifico, la fase di possesso bianconera tende a partire da una costruzione a quattro, per poi svilupparsi a tre con modifiche che possono essere diverse a seconda del contesto.

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