"Bianconero vietato, anzi no": botta e risposta Torino-Juve-Questura a suon di comunicati

Il club bianconero aveva espresso "forti perplessità" sugli inviti ai tifosi: la replica granata e l'intervento chiarificatore delle forze dell'ordine

Ore 20.45: parlerà il campo. E c’è da non vederne l’ora, perché dall’altro ieri si è discusso di tutto - ma proprio tutto -, mettendo la partita in un angolo, come se non contasse affatto. Invece conta. Eccome se conta. Comunque, il sogno del Toro di vedere lo stadio interamente granata è destinato a rimanere tale. Nei giorni scorsi, il club aveva fornito delle comunicazioni precise per le fasi di vendita dei biglietti: l’ultima indicazione era stata sottolineata per i possessori dei ticket in Primavera e nei Distinti.

Questione di colori e buon senso

Faceva così: «Sono tassativamente riservati ai tifosi del Toro e ai neutrali» poiché «venduti ai titolari di tessera Cuore Granata o agli acquirenti di biglietti del Toro», il tutto con un certo trasporto nel sensibilizzare sui colori. Pardon: sull’unico colore disponibile. Del resto, il messaggio finale era “Porta gli amici del Toro”, estremamente chiaro come l’intento: dietro il messaggio non c’erano solo motivi di fede, ma anche concrete ragioni di sicurezza volte a evitare tensioni. Una scelta di buonsenso - in Italia c’è ancora da adottarlo in certi contesti -, per cui «non sarebbe stato consentito l’accesso a chi indossa maglie, sciarpe o altri simboli della squadra ospite».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La risposta della Juve

La conseguenza: un vespaio. Prima online, poi nel mondo reale. A partire dalla risposta immediata della Juventus apparsa sui canali bianconeri, in cui il club ha espresso «forte perplessità in merito alla comunicazione diffusa da Torino FC relativamente alle modalità di accesso». In fondo, pur convididendo il motore di tutto - la garanzia di sicurezza per i presenti -, il nodo si era fatto immediatamente chiaro e l’ha specificato la stessa Juve. Cioè, le stesse disposizioni non erano state notificate dalle autorità competenti. Non c’era nessun divieto. Nessuna decisione dall’alto. Per questo la Juve ha confidato sin da subito in un «dialogo istituzionale con le autorità preposte, così da poter garantire un equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e diritto dei tifosi a partecipare all’evento sportivo in modo libero e responsabile». Il tema è proprio su queste ultime due parole: libertà e responsabilità. Nel pomeriggio c’è stato allora un confronto tra la Questura e le due società, il cui prodotto è stato l’ennesimo chiarimento sulla vicenda: «L’accesso nei settori regolamentato dalle norme di legge, rimane invariato. In merito alla comunicazione diffusa dal Torino F.C. relativa alla modalità di accesso al settore Distinti in occasione della prossima gara, la Questura di Torino precisa che nell’ambito delle riunioni di GOS eseguite e in quella tecnica odierna sono state ben delineate e ribadite le disposizioni in relazione allo svolgimento della gara». In pratica, per andare allo stadio, si può indossare quel che si vuole e non sarà espressamente vietato... un bel nulla.

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La nota granata

Lo stesso effetto di tutto questo rumore, la cui ultima parola è stata firmata (per chiudere il cerchio) dallo stesso Toro, in risposta alla Juventus e «su invito della Questura». «I biglietti per i settori Distinti, Curva Maratona e Curva Primavera sono stati venduti espressamente ai tifosi granata - la nota granata -. Ogni acquirente è stato infatti informato, in ogni fase del processo di acquisto, in modo chiaro ed esplicito che i settori erano riservati ai tifosi del Toro. In queste ore la tifoseria del Toro si sta organizzando per vestire coreograficamente il settore, invitando tutti a indossare una maglia granata: una manifestazione collettiva di passione e appartenenza. La nostra comunicazione agli acquirenti di biglietti intendeva rimarcare questo aspetto e si concludeva con un sincero ringraziamento per la collaborazione in un match così particolare. Il calcio deve essere una festa: di emozioni, di rivalità sana, di rispetto reciproco dentro e fuori dal campo. Questo è fuori discussione. Torino FC condivide quindi l’augurio che questa partita sia un grande spettacolo sia in campo sia sugli spalti».

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Ore 20.45: parlerà il campo. E c’è da non vederne l’ora, perché dall’altro ieri si è discusso di tutto - ma proprio tutto -, mettendo la partita in un angolo, come se non contasse affatto. Invece conta. Eccome se conta. Comunque, il sogno del Toro di vedere lo stadio interamente granata è destinato a rimanere tale. Nei giorni scorsi, il club aveva fornito delle comunicazioni precise per le fasi di vendita dei biglietti: l’ultima indicazione era stata sottolineata per i possessori dei ticket in Primavera e nei Distinti.

Questione di colori e buon senso

Faceva così: «Sono tassativamente riservati ai tifosi del Toro e ai neutrali» poiché «venduti ai titolari di tessera Cuore Granata o agli acquirenti di biglietti del Toro», il tutto con un certo trasporto nel sensibilizzare sui colori. Pardon: sull’unico colore disponibile. Del resto, il messaggio finale era “Porta gli amici del Toro”, estremamente chiaro come l’intento: dietro il messaggio non c’erano solo motivi di fede, ma anche concrete ragioni di sicurezza volte a evitare tensioni. Una scelta di buonsenso - in Italia c’è ancora da adottarlo in certi contesti -, per cui «non sarebbe stato consentito l’accesso a chi indossa maglie, sciarpe o altri simboli della squadra ospite».

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La nota granata