"Cori razzisti se entrate", "Perdiamo a tavolino" e la sciarpa in fiamme: nel caos di Toro-Juve

I retroscena sui disordini che hanno caratterizzato il derby della Mole e sulla corsa Champions che si è decisa all'ultima giornata di campionato

Una notte di calcio vissuta sul filo del caos. Tra proteste, tensioni e verdetti pesantissimi, il campionato regala un finale carico di emozioni e colpi di scena. A Torino il derby con la Juve si apre in un clima surreale dopo i gravi incidenti fuori dallo stadio, con i tifosi bianconeri che chiedono di non giocare. A Milano il Milan crolla tra i fischi di San Siro e saluta la Champions, mentre la Roma si prende l’Europa che conta trascinata dal carattere di Gasperini e dalle magie di Dybala. Intanto il Como festeggia tra polemiche arbitrali e festa grande. Una serata in cui il pallone si intreccia con rabbia, paura e destini che cambiano minuto dopo minuto.

Torino-Juve, la protesta dei tifosi bianconeri

All'Olimpico Grande Torino il clime è surreale, i tifosi della Juve non vogliono giocare il match. Il motivo? I gravi fatti di cronaca su un ragazzo di 36 anni colpito in volto durante i cortei bianconeri e granata e trasportato in codice rosso all'ospedale per farsi operare d'urgenza. I cori allo stadio sono chiari: "Non giocate questa partita". Locatelli li sente e parla subito con Vlahovic: "Vogliono sospendere la partita". I gesti dei tifosi sono chiari: "Non si gioca", poi Perin chiede il perché.

E di nuovo il portavoce dei tifosi: "Dovete rifiutarvi di giocare, dovete farlo per noi che mettiamo cuore e anima. (Se giocate) Cori razzisti per 90 minuti ve lo dico". In attesa della decisione, i cori non smettono: "Sospendete la partita, sospendete la partita". In mezzo a tutto questo caos anche una bella immagine, due tifosi vicine, una vestita di granata e l'altra bianconera, contro quelle che erano state le prime disposizioni del club di casa contro la presenza di colori della squadra rivale.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il discorso di Locatelli con la Curva

Dopo un po' di tempo, Locatelli va di nuovo dalla Curva per spiegare la situazione ai tifosi: "Non possiamo decidere noi. Stanno decidendo se giocare…Ma noi giocatori non possiamo rifiutarci di scendere in campo, ok?". Risposta: "State dentro, perdiamo a tavolino". Nel frattempo i giocatori ne approfittano per fare altro e Zapata va con la famiglia nel tunnel, con in braccio la figlia.Intanto i supporters della Juve cantano: "Abbiamo vinto noi". A scendere in campo è anche il direttore generale Comolli per andare a colloquio con gli addetti ai lavori e subito dopo i tifosi decidono di lasciare il settore ospiti urlando: "Fuori, fuori". Qualcuno abbandonando lo stadio dà addirittura fuoco alla sciarpa della Juve. Per solidarietà anche gran parte della Maratona va via. 

Per incroci del destino, appena la Juve scende in campo per il riscaldamento, segna il Como. Alle 21.50 finalmente si parte. La Juve la sblocca con Vlahovic. Dopo il gol Spalletti è impassibile e va da Conceicao: "Amico mio, più concreto, più semplice. Quando ce l’hai, due o tre passaggi semplici". Poi a Thuram: "Dai che è importante". Ma il destino bianconero viene segnato già a fine primo tempo, con i risultati sugli altri campi già certi. David guarda il maxi schermo e bisbiglia: "In Champions ci va la Roma". Finisce 2-2, Spalletti lascia subito la postazione, i giocatori vanno dai pochi tifosi rimasti. I titoli di coda sulla brutta stagione.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus