Rugani-Juventus, il nodo contratto e le difficoltà di mercato
Ovviamente risulta oltremodo complesso procedere a un altro prestito quando si è in presenza di un contratto che andrà a scadenza tra due anni. E la complessità aumenta ulteriormente in considerazione dell’ingaggio non banale che percepisce: 1,8 milioni netti che, a quasi 32 anni, lo pongono fuori mercato per molti club italiani di fascia media e per quelli dei campionati sotto il livello top. Messe insieme tutte queste valutazioni, non è da escludere che per “muovere” Rugani il club bianconero dovrebbe in qualche modo perfino partecipare alla compensazione dell’ingaggio, almeno a quello di partenza: non una banalità. Ecco, dunque, che dalle parti della Continassa si sta facendo strada l’idea di mantenere nei ranghi il difensore. L’ipotesi ha una doppia motivazione: quella economica, a cui si è accennato, ma pure quella tecnica e “burocratica”. L’ex empolese, infatti, potrebbe tornare utile nella prospettiva di compilazione delle liste per la partecipazione all’Europa League, soprattutto nell’ottica di una cessione di Federico Gatti che metterebbe la Juve nella necessità di cercare un altro italiano per la lista Uefa. Ovviamente Rugani risponde a questa caratteristica e, di più, ha il valore aggiunto di provenire dal settore giovanile e quindi, la sua permanenza consentirebbe al club di dirottare le risorse sulla ricerca di un difensore di prima fascia non necessariamente italiano.
