Pagina 2 | David e Openda, per uno dei due sarà ancora Juve: ma c’è una richiesta precisa

In bianconero, quest’anno, la negligenza operativa ha due volti e una cifra, partorita dal più classico dei giochini: quello del “costo-gol a partita”. Nel caso di David e Openda, reduci dalle peggiori stagioni delle rispettive carriere, il dato sfiora i 6 milioni a marcatura (10 reti totali fra tutte le competizioni a fronte di una spesa complessiva, tra costi dei cartellini e commissioni, intorno ai 60 milioni di euro). Non male, se si considera che erano stati platealmente chiamati alla Continassa per accompagnare alla porta Dusan Vlahovic.

 

 

L’ex idolo di casa, ripudiato da un popolo che non ne voleva più sapere di lui e che bramava a gran voce un nuovo volto in cui riporre le proprie speranze. Invece, David e Openda sono riusciti nell’impossibile: riavvicinare l’immaginario bianconero, e la stessa Juventus, al serbo. Convincerli che, senza di lui, risulterà ancor più complicato districarsi dal pantano di una stagione di gran lunga al di sotto delle aspettative. Spalletti, che ha voluto valutarli bene nel corso dei primi mesi alla guida della Juve, ci ha messo poco a capire che nessuno dei due incarna lo status della prima punta. E se, a margine della sessione di gennaio, ha accettato di armarsi di tanta, tantissima pazienza, quando il club ha deciso di non assecondare l’unica sua richiesta (l’attaccante), ora pretende di essere ascoltato.

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Uno tra David e Openda resta alla Juve

Vuole due centravanti veri, fisici, spietati. Due finalizzatori che si limitino a concretizzare le svariate occasioni che la Juve ha imparato a produrre negli ultimi 30 metri. Ma allo stesso tempo, sa che la società non potrà rivoluzionare l’intero parco attaccanti. Specie se Vlahovic - come pare al momento - dovesse trasferirsi altrove. Senza dimenticare l’uscita di Milik, per il quale si fa sempre più concreta l’ipotesi della rescissione contrattuale. Insomma, uno tra David e Openda sembra destinato a restare. Se dipendesse da Spalletti, non ci sarebbero dubbi a riguardo. Il tecnico, infatti, rimane convinto che le caratteristiche associative del canadese possano tornargli utili nel corso della stagione. A patto che non debba impiegarlo “fuori ruolo” e cioè da solo al centro dell’attacco, dove David ha dimostrato più volte di non saper gestire il benché minimo contatto fisico. Per quanto riguarda Openda, basta dare un’occhiata al minutaggio dei suoi ultimi mesi stagionali: appena 5 minuti dalla 27ª gara di campionato. E dire che Lucio, di chance, gliene ha date parecchie, ricorrendo - quando necessario - pure alle maniere forti, con quei buffetti rifilatigli prima dell’ingresso in campo contro il Napoli.

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La situazione di Openda

Ma a dettare la linea - manco a dirlo - saranno gli altri. O meglio, il mercato. David, in questo senso, permetterebbe alla Juve di registrare a bilancio una copiosa plusvalenza, ma al momento (sondaggi a parte) non sembrano esserci club particolarmente interessati al suo cartellino. Diversa, invece, la situazione del belga. Sulle sue tracce, c’è da tempo il Rennes di Franck Haise, fresco di qualificazione in Europa League e a caccia di profili con cui rimpolpare il reparto offensivo. Una piacevole vecchia conoscenza per Openda, che ha avuto modo di lavorare con il tecnico francese al Lens, con tanto di 21 reti nella stagione 2022/2023. Da escludere che il Rennes possa mettere sul piatto una cifra vicina a quella spesa dalla Juve nella scorsa estate. Qualora la trattativa dovesse entrare nel vivo, si lavorerà nell’ottica di un prestito oneroso con obbligo di riscatto condizionato. Da capire, poi, se il Bournemouth (che aveva preso informazioni giusto un paio di mesi fa) dovesse tornare a bussare alla porta della Juve. Magari su richiesta esplicita di Marco Rose (altro ex allenatore di Openda) che sbarcherà nell’universo delle Cherries a partire dal primo luglio...

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Uno tra David e Openda resta alla Juve

Vuole due centravanti veri, fisici, spietati. Due finalizzatori che si limitino a concretizzare le svariate occasioni che la Juve ha imparato a produrre negli ultimi 30 metri. Ma allo stesso tempo, sa che la società non potrà rivoluzionare l’intero parco attaccanti. Specie se Vlahovic - come pare al momento - dovesse trasferirsi altrove. Senza dimenticare l’uscita di Milik, per il quale si fa sempre più concreta l’ipotesi della rescissione contrattuale. Insomma, uno tra David e Openda sembra destinato a restare. Se dipendesse da Spalletti, non ci sarebbero dubbi a riguardo. Il tecnico, infatti, rimane convinto che le caratteristiche associative del canadese possano tornargli utili nel corso della stagione. A patto che non debba impiegarlo “fuori ruolo” e cioè da solo al centro dell’attacco, dove David ha dimostrato più volte di non saper gestire il benché minimo contatto fisico. Per quanto riguarda Openda, basta dare un’occhiata al minutaggio dei suoi ultimi mesi stagionali: appena 5 minuti dalla 27ª gara di campionato. E dire che Lucio, di chance, gliene ha date parecchie, ricorrendo - quando necessario - pure alle maniere forti, con quei buffetti rifilatigli prima dell’ingresso in campo contro il Napoli.

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