Vlahovic e la Juve, faccia a faccia! In caso di addio si pesca da uno di questi tre nomi

Salvo mosse anticipate, le parti si rivedranno all’inizio della prossima settimana: il club bianconero non modifica la proposta

No, non c’è ottimismo. D’altronde il contratto scade il 30 giugno e dopo mesi di trattative è cambiato poco o nulla. Il binario tra la Juve e Dusan Vlahovic, però, non è ancora morto. C’è una fessura aperta per ripensamenti e colpi di scena. Per due motivi: i bianconeri hanno bisogno di un attaccante e sarebbero disposti ad attendere anche la seconda metà del mese prima pur di non abbandonare del tutto e il giocatore, allo stesso modo, cerca di prendere più tempo possibile per poter disporre di offerte interessanti. Per avere in mano qualcosa di concreto.

 

 

Tanto interesse e poca ciccia

Papà Milos ha già parlato con tante squadre: in Inghilterra con Chelsea e Newcastle, in Germania col Bayern Monaco, in Spagna con Barcellona e Atletico Madrid e in Italia col Napoli. Risultato? Tante manifestazioni d’interesse, ma poca ciccia. Pochissima. Anche perché le richieste non sono di poco conto: la famiglia di Vlahovic sta trattando un ingaggio da quasi 8 milioni a stagione, che nel calcio di oggi coi recenti numeri di Dusan sono un’enormità. Sebbene, in realtà, DV9 stia facendo leva soprattutto sulle statistiche molto interessanti di questa stagione: ha realizzato un gol ogni 117 minuti disputati. Per intenderci su quanto pesi questo dettaglio, Lautaro Martinez viaggia ad una media più bassa: uno ogni 126. Peccato che il serbo sia fermo a 10 e l’argentino a 22.

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Il nodo tra numeri e condizioni fisiche

E poi c’è il tema fisico: parte dei dubbi della Juve sul futuro di Vlahovic si legano a doppio filo con una stagione complessa da questo punto di vista. Fatta da un infortunio che l’ha tenuto fuori tre mesi e mezzo e dagli acciacchi più o meno gravi che si è trascinato ad aprile e maggio. All’inizio della prossima settimana, salvo eventuali mosse anticipate, il club bianconero incontrerà nuovamente Milos Vlahovic insieme al figlio Dusan. Per ripresentargli, sostanzialmente, la stessa offerta già rispedita al mittente: ingaggio da 6 milioni più bonus e premio alla firma di circa 3 milioni di euro. Damien Comolli difficilmente si schioderà, salvo input dalla proprietà. E anche Luciano Spalletti, fermamente convinto che Dusan possa risolvergli buona parte dei problemi del reparto offensivo, non farà più il diavolo a quattro per trattenerlo a cifre fuori mercato. Conosce i paletti bianconeri e sa che il monte ingaggi dopo gli accordi con Yildiz, McKennie e Locatelli si è alzato. Non una buona notizia, in vista di una stagione senza Champions League.

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Trattativa Juve-Vlahovic, la chance resta ma è flebile

Dipende tutto dal giocatore. E dalla reciproca volontà, tra Vlahovic e Comolli, di trovare una formula che possa accontentare tutti. Al tavolo di questa trattativa la freddezza tra le parti si taglia col coltello: del resto, l’ad francese in estate in un colloquio con l’entourage del serbo si era esposto in maniera chiara, cercando di accompagnarlo alla porta prima di inaugurare la stagione che avrebbe vissuto in scadenza. Non è stato accontentato da Vlahovic, rimasto alla Continassa. E da allora la negoziazione è diventata spesso un fatto di principio, prima ancora che una questione meramente economica. A dire il vero, gli attuali 12 milioni l’anno del serbo sono una scomodissima eredità del passato. Una patata bollente per Damien, sì, ma chiunque avrebbe faticato a maneggiarla. Spalletti ha cercato di unire i due universi paralleli. C’è ancora una chance per prolungare il matrimonio. Flebile, ma c’è. Juve e Vlahovic cercheranno un punto d’incontro in pochi giorni dopo averlo inseguito per quasi un anno: sarà dura. Lucio, sullo sfondo, tifa per la pace.

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Kolo Muani primo nome per l’attacco

Intanto la Juve si tiene pronta per tutte le altre opzioni per l’attacco. Il preferito resta sempre Randal Kolo Muani: reduce da un anno molto complesso al Tottenham, il giocatore torna al Psg ma è solo di passaggio. A Torino tornerebbe subito: già a gennaio aveva dato totale disponibilità per un secondo capitolo in bianconero, ma non dipendeva solo dalle volontà sue, del Psg e della Juve stessa. Già, perché gli Spurs fecero ostruzione. Stavolta invece alla Continassa è stata aperta una corsia preferenziale per Kolo Muani: costo 30 milioni. Oltre al classe ‘98, Comolli e Ottolini non perdono di vista Jean-Philippe Mateta, già trattato in inverno: ha appena vinto la Conference League col Crystal Palace, ma vuole cambiare aria. Juve alla finestra, ma si preannuncia una concorrenza molto agguerrita. Infine, sempre vivo il nome di Gonzalo Garcia del Real Madrid. Nelle larghe intese per Brahim Diaz il profilo dello spagnolo può rientrare nella sfera d’interesse bianconero: può lasciare i Blancos anche in prestito, ma parte del futuro della punta passerà anche dalle volontà di José Mourinho.

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No, non c’è ottimismo. D’altronde il contratto scade il 30 giugno e dopo mesi di trattative è cambiato poco o nulla. Il binario tra la Juve e Dusan Vlahovic, però, non è ancora morto. C’è una fessura aperta per ripensamenti e colpi di scena. Per due motivi: i bianconeri hanno bisogno di un attaccante e sarebbero disposti ad attendere anche la seconda metà del mese prima pur di non abbandonare del tutto e il giocatore, allo stesso modo, cerca di prendere più tempo possibile per poter disporre di offerte interessanti. Per avere in mano qualcosa di concreto.

 

 

Tanto interesse e poca ciccia

Papà Milos ha già parlato con tante squadre: in Inghilterra con Chelsea e Newcastle, in Germania col Bayern Monaco, in Spagna con Barcellona e Atletico Madrid e in Italia col Napoli. Risultato? Tante manifestazioni d’interesse, ma poca ciccia. Pochissima. Anche perché le richieste non sono di poco conto: la famiglia di Vlahovic sta trattando un ingaggio da quasi 8 milioni a stagione, che nel calcio di oggi coi recenti numeri di Dusan sono un’enormità. Sebbene, in realtà, DV9 stia facendo leva soprattutto sulle statistiche molto interessanti di questa stagione: ha realizzato un gol ogni 117 minuti disputati. Per intenderci su quanto pesi questo dettaglio, Lautaro Martinez viaggia ad una media più bassa: uno ogni 126. Peccato che il serbo sia fermo a 10 e l’argentino a 22.

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