TORINO - Se prima ai più era sembrato un oggetto misterioso, la Juventus di Carnevali adesso avrà dei confini precisi, una linea chiara, la sensazione che sia sostanzialmente più accessibile. E che non si debbano superare degli ostacoli per arrivare a chi di dovere. Nelle segrete stanze del mercato, ecco, una delle lamentele più frequenti su Comolli era proprio questa: che non ci fosse una reale comunicazione tra le parti, e che il metodo risultava troppo distante (o diverso) da come solitamente si fanno le cose in Italia. La paura di un anno fa si è fatta certezza un anno dopo. Non a caso, nelle ultime sessioni di mercato, la Juve aveva faticato oppure totalmente evitato trattative con i club italiani. L’unica operazione: Joao Mario. Perché richiesto dal Bologna, da cui a sua volta il club bianconero ha preso Holm. Stop. Fine. Nient’altro. Ha provato a parlare più volte col Milan senza trovare una quadra, ha provato a flirtare con l’Inter su certe dinamiche e ha trovato solo porte chiuse. Col Napoli, figuriamoci: quella stanza è rimasta sigillata anche per una questione “politica”.
Carnevali, scelta 'determinante'
Nemmeno tra le più piccole, storico bacino di opportunità, è emerso qualcosa di gustoso. Un’operazione in sinergia. Un colpo condiviso. E proprio sulla politica: in Lega va Chiellini e ha preso il testimone (afferrandolo bene) da Francesco Calvo, tutto intorno è diventato un chiedersi come, cosa e dove operasse l’ormai ex amministratore delegato. Sembra bane, però un peso l’ha avuto. Ed è da sommare all’addio a una storica virtù bianconera, cioè quella di poter dialogare con tutte, di scendere a patti con ognuno. Sostanzialmente svanita. A tal punto da essere costretti a fare un altro campionato tra Bundesliga e Ligue 1, non potendosi gradualmente avvicinare alle cifre della Premier League, se non in uscita sfruttando i rapporti con società vicine, si veda il Nottingham Forest. Certo, non sempre peschi giocatori alla David e Openda. Però spesso trovi soluzioni imprevedibili. Di qualità apparentemente alta, tuttavia mai testate nel contesto in cui occorre calarsi, nel significato che bisogna darsi. La scelta di Giovanni Carnevali è stata perciò definita «determinante», almeno internamente.
Il calciomercato a chilometro zero
Non solo per mettere a tacere tutte le voci su rapporti, conti, sulla gestione economica e pure comunicativa degli ultimi mesi di Juventus. No, perché riapre anche il filone del mercato a chilometro zero, regalando uno sguardo completamente nuovo (e che Comolli riteneva passato) sulla scelta dei giocatori e alla gestione interna del club. Inevitabilmente, da primo approccio, saranno irrobustiti i legami con le società italiane, nell’ultimo anno pressoché inesistenti: adesso pensare a un affare con le altre big italiane diventa cioè possibile, com’è possibile ragionare su nomi finora messi in ghiaccio, pronti a farsi pure semplici collegamenti.
