David, che fatica! In campo e pure sul mercato. E il Mondiale non aiuta

La Juve continua a chiedere 35 milioni di euro per la cessione: finora non sono arrivate offerte

Eh, non è mica banale l’effetto Mondiale. Anzi: è quasi totale, può oscurare il passato e dare una nuova versione al futuro. Ed era proprio su questo che contava la Juventus, soprattutto per quei giocatori finiti inevitabilmente sul mercato, da cui contava magari di recuperare un gruzzoletto da reinvestire. Ogni riferimento è puramente voluto e in direzione di Jonathan David: il canadese, in un anno, è passato dal diventare l’attaccante del futuro alla prima cessione auspicata dal club. Per due motivi, innanzitutto. Il primo riguarda le condizioni dell’attacco bianconero: Spalletti auspica l’arrivo di almeno due centravanti fisici, più classici, e non ritiene l’ex Lilla un nove in grado di rispondere alle sportellate che riceve. Il secondo è chiaramente di natura economica: il prezzo è stato fissato sui 35 milioni di euro perché il club ritiene di poter monetizzare bene da David, nonostante l’anno travagliato appena trascorso. Ma il Mondiale, appunto. C’è il Mondiale e conta solo quello. Si pensava potesse diventare un assist e invece assist non è stato: semmai s’è fatto spazzata senza fronzoli ai sogni di gloriose cessioni.

David flop anche al Mondiale

Del resto, nel match di debutto del Canada contro la Bosnia (1-1), la punta juventina ha fallito un’occasione clamorosa ed è stato pure il suo unico tiro in porta. Ribattuto. Con l’intero specchio davanti, a sua totale disposizione. Ricorda qualcosa? Più che qualcosa, ricorda qualcuno: proprio David e le sue difficoltà, lungo tutta la stagione. Durante la quale ha vissuto non solo crisi di reti ma anche di identità calcistica. È che nemmeno spalle alla porta ha saputo aiutare i compagni, neanche nell’andare in profondità o nel piazzarsi in quei metri che fanno - facevano - la differenza tra lui e gli altri attaccanti. Così, ecco, si fa dura per tutti. Per il giocatore, che sogna un’occasione da riscatto. Per la Juve, il cui augurio è quello di non vedersi costretta a ricalibrare le cifre. A ogni modo, JD ha ancora due partite (almeno) per dare una raddrizzata al suo Mondiale, per di più contro avversari per nulla impossibili come Qatar e Svizzera.

 

 

McKennie show con gli Stati Uniti

I sogni canadesi passano da lui: tradirli sarebbe un’altra mazzata. L’ennesima. E in un appuntamento che aspettava da anni, a cui è arrivato probabilmente demoralizzato e non esattamente in splendida forma, come mostrato anche da alcune immagini arrivate da Toronto. Al contrario, le cronache dagli Usa hanno raccontato di un McKennie in condizioni stratosferiche, trequartista a tutto campo così come l’aveva disegnato Luciano Spalletti. Ha influenzato in maniera decisiva il gol del vantaggio degli Stati Uniti nel 4-1 contro il Paraguay. Ha poi regalato un assist. In generale, è sembrato il grimaldello di Pochettino, che l’ha sfilato dal taschino di Lucio per dare sale alla sua squadra. O forse solo quell’imprevedibilità che serviva, e che ora servirebbe soprattutto sul fronte David.

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