TORINO - Amministratore delegato nuovo, questioni antiche da risolvere. La Juve con Giovanni Carnevali ha trovato l’uomo perfetto per rimettere insieme i pezzi. La figura giusta che possa permettere a tutti di assolvere ai propri compiti senza il rischio di invasioni di campo: alla Continassa, nell’ultimo anno, anche gli attori protagonisti non sono mai riusciti ad individuare il reale perimetro d’intervento delle proprie mansioni. Così Giorgio Chiellini si è dovuto occupare di campo, pur volendo seguire un chiaro percorso di natura politica. Così François Modesto si è trovato a fare il direttore tecnico senza fornire un valore aggiunto. Così Marco Ottolini, atterrato a gennaio alla Continassa dopo un iter eterno di selezione, ha avuto spazio solo a singhiozzi per operare sul mercato, dovendosi occupare della ricostruzione di uno scouting selvaggiamente smantellato.
Il ritorno di Tognozzi
Di questi uomini uscirà di scena il solo Modesto. Ottolini, al contrario, rimarrà: perché è stimato in società, perché ha le qualità per continuare a guidare il lavoro inerente al ramo della ricerca dei talenti e perché un supporto in più tra entrate e soprattutto uscite servirà. Eccome. Sotto Carnevali, però, a Torino è atteso di fatto un nuovo uomo mercato. Gli indizi degli ultimi giorni conducono dritti a Matteo Tognozzi, uno che della Juve conosce ogni virgola: ha trascorso sette anni della propria carriera a dirigere lo scouting, prima di diventare direttore sportivo. Granada prima, Rio Ave ora. Non c’è stato solo il club portoghese sotto la sua orbita, ma anche il Nottingham Forest, la realtà più prestigiosa gestita dall’armatore Marinakis. Le alternative ancora in piedi conducono a Ricky Massara, Mehdi Benatia e Giovanni Rossi, quest’ultimo più defilato nonostante abbia già lavorato con il nuovo amministratore delegato nell’esperienza neroverde.
Tornando a Tognozzi, quest’ultimo ha già avuto qualche contatto con la Juve verso fine campionato, ma il veto posto da Comolli sul suo ritorno ha fatto sì che il dirigente toscano si concentrasse esclusivamente sul proprio ruolo per Marinakis. Del resto, ha ancora un accordo biennale in essere col Rio Ave e i rapporti con la proprietà sono ottimi. La Juve però, a maggior ragione quella del nuovo corso Carnevali, è sempre la Juve. Tognozzi sarebbe felice di tornare alla Continassa con la missione di supportare Luciano Spalletti sul mercato. Il suo secondo mandato a Torino sarebbe una prospettiva molto gradita a tante anime della società: sia Lucio che Chiellini, per esempio, sarebbero felici di accoglierlo, ma Tognozzi in questi giorni dovrà definire l’uscita di scena dal Rio Ave.
La ricostruzione
Per questo servirà tutta la diplomazia possibile e immaginabile. La Juve in settimana vuole vederci chiaro sulle tempistiche, ma nel giro di pochi giorni la fase di stallo si può sbloccare. A Tognozzi, un nome menzionato da più parti persino a John Elkann, andrebbero di fatto le chiavi del mercato. Lavorerebbe in sinergia totale con Carnevali, Spalletti e pure con Ottolini, l’attuale ds: fu proprio Tognozzi, infatti, a volerlo fortemente a Torino nel 2018. Ma cosa farebbe l’ex Genoa a quel punto? Assodata la sua permanenza alla Juve, proseguirà l’opera di ricostruzione dello scouting. Complessa, faticosa e sicuramente lunga, già avviata negli ultimi mesi ma non ancora terminata. È un compito gravoso, in una realtà come quella bianconera, ma Ottolini ha i mezzi e le conoscenze per lasciare una traccia profonda nell’opera di ricostruzione di una Juve ridotta in mille pezzi da Comolli.
WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
