Yildiz e la delusione Mondiale: retroscena Spalletti, cosa ha detto al numero 10 Juve

Il fantasista non si è mai ripreso dai tanti guai fisici: ora famiglia e riposo per tornare ricaricato a Torino

TORINO - Il Mondiale doveva essere la sua oasi nel deserto. L’occasione perfetta per riscuotere il credito di una stagione massacrante, tra i tanti infortuni “posposti” stringendo i denti, pur di dare il suo contributo, e la sfilza di delusioni sportive. Dalle eliminazioni di Coppa Italia e Champions al quarto posto, gettato via alla penultima giornata contro la Fiorentina. Difficile credere - all’epoca - che la spedizione con la Turchia negli Usa potesse riservagli ulteriori malumori. Invece ecco un’altra mazzata, la più dolorosa, con due ko di fila contro Australia e Paraguay a soffocare sul nascere le pulsioni redentrici del gruppo di Montella. Sì, perché non basterebbe nemmeno un successo all’ultima gara del girone contro gli Stati Uniti per sperare nella qualificazione ai sedicesimi. Il Mondiale di Yildiz è bello che finito e con lui l’illusione di poter ritrovare lontano da Torino condizione fisica, fiducia e, soprattutto, il gol. Quello che gli manca dal 21 marzo e cioè dalla gara pareggiata in casa contro il Sassuolo.

Il vero Yildiz non si è più visto

Ieri mattina, al suo risveglio, Spalletti si è preso del tempo per processare quanto accaduto nella notte a Santa Clara. Poi ha preso il telefono e ha contattato Kenan, nel tentativo di prendersi cura del suo dolore. Un abbraccio a distanza consolatorio, in cui l’ha intimato a fermarsi, a stare vicino ai propri cari e a cercare il riposo totale della mente prima ancora che dei muscoli. Nella speranza che - contemporaneamente - il tempo lontano dal campo faccia da solo il proprio dovere, alleviando i sintomi dei suoi patemi fisici. Dalle noie al polpaccio, emerse nelle ultime settimane di campionato, alla solita tendinopatia rotulea che - di tanto in tanto - lo ha costretto a fermarsi ai box. Lucio le ha provate tutte pur di recuperarlo. Prima, alleggerendo i carichi settimanali, fino a esimerlo del tutto dal lavoro sul campo complice le reiterate infiltrazioni al ginocchio a cui si è dovuto sottoporre al J-Medical. Ma il vero Yildiz non si è mai più visto. Nemmeno contro un Paraguay decisamente arrendevole, rimasto in dieci per metà gara e passato in vantaggio a due minuti dall’inizio.

Ripartire con la Juve

Ora una manciata di giorni prima della sfida con la nazionale dell’amico e compagno McKennie (in programma venerdì 26) al termine della quale la squadra di Montella salirà a bordo di un charter diretto a casa, in Turchia. Ed ì lì che inizierà l’estate di Yildiz. Tre settimane lontano da tutto e tutti, con il possibile rientro alla Continassa nella seconda settimana di ripresa dei lavori. E cioè in quella del 20 luglio, a pochi giorni dalla seconda amichevole stagionale della Juventus, in programma venerdì 25 luglio con lo Standard Liegi. Ma meglio non illudersi che Kenan possa prendervi parte. Lo staff bianconero opererà per la via della cautela, centellinandone l’impiego così da averlo al meglio per la tournée tra Hong Kong e Perth. Ed è questa, forse, l’unico aspetto “positivo” della precoce eliminazione della Turchia dal Mondiale, considerando che i profili ancora in corsa - Bremer, McKennie, Conceiçao, David e Koopmeiners - qualora dovessero raggiungere i quarti di finale, non potranno partire con il resto dei bianconeri poiché non farebbero in tempo a smaltire i 21 giorni di ferie obbligatori.

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