La mano destra sulla visiera, con il palmo rivolto verso il basso e lo sguardo al cielo. E chissà che stavolta il suo marchio di fabbrica non fosse indirizzato proprio a chi, in tempi non sospetti, ne ha trattato il ritorno in Italia prima di sbattere contro il muro dell’Al-Ahli. Kessie ha le idee chiare. Anzi, chiarissime: vuole rimettersi in gioco in Italia, là dove si è guadagnato il soprannome di “Presidente”. Zero possibilità - al momento - che possa proseguire la sua avventura con i sauditi, da cui si libererà a zero tra una decina di giorni.
Rifiutata l'offerta monstre
E non c’è petrodollaro che tenga: poche settimane fa l’ivoriano ha rifiutato l’offerta di rinnovo mostre dell’Al-Ahli, disposto a mettere sul piatto un contratto biennale a 12 milioni a stagione pur di trattenerlo a Gedda. «L’Italia mi manca tantissimo - ha rivelato Kessie a margine del match perso contro la Germania -. Quando ho lasciato la Costa d’Avorio sono arrivato direttamente da voi e ci sono rimasto per 8/9 anni. Futuro? Penso al Mondiale, poi vedremo cosa accadrà». Insomma, la nostalgia del Bel Paese ha preso il sopravvento e con lei la curiosità nei confronti di un progetto tecnico in cui gli sarebbe garantito un ruolo da protagonista: quello di Luciano Spalletti.
